“Non c’è da meravigliarsi, perché Satana stesso si maschera spesso da angelo di luce” Corinzi 2, 11, 14-15

Michael Mohan è un regista e sceneggiatore di Boston che, dopo un esordio nel cinema indipendente e nella televisione, arriva prima su Prime Video col thriller erotico The Voyeurs del 2021, e successivamente nelle sale con Immaculate, horror del 2024 che in Italia prende il sottotitolo La Prescelta, e vede, nel ruolo della protagonista, la medesima attrice di The Voyeurs, la brava e bella Sydney Sweeney.

Il film si apre con una bella e sentita preghiera alla Madonna da parte di una giovane suora, e dalla scena successiva si entra subito nei territori dell’horror, ed anche un po’ del gore: la giovane cerca infatti di fuggire dal convento dove risiede ma il pesante cancello è sbarrato con un lucchetto e quattro suore inquietanti dalle palandrane nere la riprendono e la trascinano via spezzandole una gamba. Da qui si passa nella bella e soleggiata Roma, dove una giovane novizia americana, Cecilia, è trattenuta dai finanzieri in aeroporto perché ha un biglietto di sola andata per la capitale: ella infatti si sta trasferendo dagli Stati Uniti all’Italia per entrare in convento e prendere i voti, dopo che è stata miracolata da bambina quando era rimasta imprigionata in un lago ghiacciato. Nel convento, dove è stata esplicitamente invitata da padre Tedeschi, Cecilia fa la conoscenza della madre superiora, e di una suora che sembra nascondere dei segreti, suor Isabelle, oltre che del cardinale, del medico che cura le suore dell’istituto, e di una giovane suora che viene dalla strada, suor Guendalina, che è entrata in convento non per fede ma per scappare alle botte del fidanzato ed alla miseria della sua condizione. Dopo aver preso i voti, Cecilia si perde nel convento e si ritrova nella cripta, dove una strana suora sta pregando sdraiata a terra; qui è raggiunta dalla madre superiora, che le mostra la singolare reliquia conservata nella cripta: un chiodo della croce di Cristo. La giovane sviene per l’emozione di tenere in mano un oggetto così potente, e quando si risveglierà sarà presa da grossi malesseri che porteranno ad una sconcertante verità.

All’inizio le atmosfere e le figure delle suore inquietanti e spaventose fanno subito pensare ad uno dei capitoli del cosiddetto Conjuring Universe, The Nun, classe 2018, diretto da Corin Hardy, che sviluppa l’affascinante personaggio della suora demoniaca Valak, vista per la prima volta in The Conjuring 2 di James Wan del 2016. Non amando purtroppo i film di questa saga, universalmente acclamata ma non da me, la somiglianza d’atmosfere tra Immaculate e The Nun mi ha fatto iniziare la visione del film di Mohan con un occhio un po’ prevenuto, ma pian piano ho cominciato a ricredermi. Certo, i cliché del genere “suoresco” ci sono tutti, a partire dal convento stesso, che tutto mette tranne che pace; fu infatti costruito nel 1632 come ritiro di suore anziane e malate, e la casa madre fu fondata sulle catacombe di Santo Stefano a Roma, luogo interdetto alle giovani suore, e si capirà dopo il perché. Inoltre, a parte le anziane, le suore sono tutte molto belle ed avvenenti, cosa non molto credibile a chi è abituato a frequentare conventi e monasteri. Anche il fatto che il sacerdote Sal Tedeschi ed il cardinale Franco Merola vivano dentro insieme alle sorelle è ben poco realistico, ma ci si passa sopra, perché, in fondo, si capisce quasi subito che l’idea del regista e dello sceneggiatore Andrew Lobel è quella di un convento molto più carnale che spirituale, sebbene non vi siano accenni a rapporti sessuali tra i suoi residenti. La location è molto bella e suggestiva, la stra nota Villa Parisi, situata nel comune di Monte Porzio Catone a Roma, usata in horror iconici del nostro cinema quali Amanti d’Oltretomba di Mario Caiano del 1965, Reazione a Catena di Mario Bava del 1971, Patrick Vive Ancora di Mario Landi e Le Notti del Terrore di Andrea Bianchi, entrambi del 1980, ma anche in molti altri film non solo di genere, ed in serie televisive. Le catacombe di Santo Stefano non esistono a Roma, si trovano invece a Vienna, ma per le scene girate nelle catacombe sono state utilizzate delle vere location romane quali le catacombe di San Callisto, di Priscilla, di Ciriaca e San Lorenzo, di San Sebastiano e di Santa Domitilla, sebbene la produzione non abbia mai ufficialmente rivelato i siti delle riprese. Ma, va da sé, che l’utilizzare reali luoghi storici piuttosto che set, dà sicuramente maggior forza visiva all’opera.

Immaculate non è una pellicola completamente originale, ma sicuramente nemmeno tutta derivativa. Se ci sono chiari accenni a opere monumentali quali Omen di Richard Donner del 1976, Rosemary’s Baby di Roman Polański del 1968 e Baby Killer di Larry Cohen del 1974, io vi ho ritrovato citazioni anche a film forse meno noti al grande pubblico, come Santa Sangre di Alejandro Jodorowsky del 1989, Hideous! di Charles Band del 1997 e soprattutto il bellissimo e semisconosciuto NyMpha di Ivan Zuccon del 2007, che, come il nostro Immaculate, racconta la storia di una giovane inglese che viene in Italia per diventare suora ed all’interno del convento troverà tutto tranne che gente mossa dall’amor di Dio! Le storie horror a sfondo religioso rischiano di essere sempre un po’ banalotte, con il leitmotiv del peccato mortale, di solito di natura sessuale, che si insinua tra i religiosi. Ma qui no. Qui il sesso resta fuori dalla storia. La nostra bellissima Suor Cecilia è, e rimane, come dice il titolo stesso, immacolata. Ed inoltre, per quanto rimarchi chi, evidentemente, il film l’ha capito poco, qui non c’entra nulla nemmeno il Diavolo, e tantomeno l’Anticristo. Quello che i fanatici religiosi di questa congrega cercano di fare è invece riportare nel mondo Gesù, proprio lui, il Cristo in persona, il Figlio di Dio, non quello di Satana. Ma nessuno può giocare a fare Dio, i vari mad doctors che costellano la storia della letteratura e del cinema horror ce lo hanno dimostrato, ed anche qui l’ambizione smisurata dell’uomo troverà la sua giusta punizione.

Oltre alle location, sono molto belle ed evocative anche le musiche della colonna sonora, che vanno da pezzi religiosi e canti gregoriani fino alle note tensive di Will Bates che accompagnano sapientemente l’azione. Il cast è variegato, e conta interpreti di varie nazionalità. Nel ruolo della protagonista troviamo l’avvenente Sydney Sweeney, che qui dimostra di avere grandi doti recitative oltre che fisiche, facendo vivere alla sua Cecilia un caleidoscopio di emozioni che esploderà nell’agghiacciante scena finale, che è forse il momento più coraggioso e violento di tutto il film. La Sweeney inizia la sua carriera con un piccolo ruolo in The Ward di John Carpenter (2010) per poi raggiungere la notorietà con C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino (2019). Nel 2020 è protagonista del bell’horror Nocturne della regista Zu Quirke. Al suo fianco, nel ruolo del fanatico Padre Tedeschi, troviamo l’attore spagnolo Álvaro Morte, noto per aver preso parte ad importanti serie televisive spagnole quali Il Segreto e La Casa di Carta. Il suo sacerdote ed ex scienziato rientra a pieno titolo nella lunga lista dei mad doctors che l’horror ci ha regalato. Nella sezione italiana del cast va sicuramente segnalata, nella parte della Madre Superiora, l’attrice campana Dora Romano, una lunga carriera teatrale alle spalle, con importanti partecipazioni cinematografiche e televisive, tra cui le serie L’Amica Geniale e Imma Tataranni – Sostituto Procuratore ed i film Il Sole anche di Notte di Paolo e Vittorio Taviani (1990), Profumo – Storia di un Assassino di Tom Tykwer (2006), La Dea Fortuna di Ferzan Özpetek (2019) e È stata la Mano di Dio di Paolo Sorrentino (2021). Curiosamente, nello stesso anno di Immaculate, la Romano prende parte al prequel di Omen, Omen – L’Origine del Presagio di Arkasha Stevenson, anche qui nei panni di una religiosa. Un po’ sopra le righe e poco credibile come personaggio è quello di Suor Guendalina, interpretata da Benedetta Porcaroli, che parla come se nulla fosse di vibratori e uomini in un convento! Più interessante è invece il personaggio dell’ombrosa Suor Isabelle, interpretata da Giulia Heathfield Di Renzi, che fa parte del gruppo dei folli invasati che cercano di cambiare le sorti del mondo in maniera ben poco consona.

Insomma, al netto di tutto, non sarà un filmone da dieci e lode questo Immaculate, ma, secondo me, il suo lavoro lo fa in pieno, creando dei buoni momenti di tensione, soprattutto sul finale, e usando alcuni cliché demoniaci per portarci però su altre strade che non siano quelle, già frequentemente battute, del figlio del Diavolo. Ecco, forse, a ben guardare, c’è più di Martyrs (Pascal Laugier, 2008), che de Il Presagio, vah. E non aggiungo altro, perché il film va assolutamente visto. Finalmente una gradevole sorpresa.

Il film è attualmente disponibile sulle piattaforme Now, YouTube, Rakuten TV, Amazon Prime Video, Google Play Film, Apple TV ed in dvd Eagle Pictures.

https://www.imdb.com/it/title/tt23137390

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