Impermeabili: ai tempi del teatro canzone

Simone Tangolo e Beppe Salmetti e la visione Poetastrica dell’esistenzialismo. E qui l’estetica gioca un ruolo fondamentale visto che siamo a cavallo tra forma canzone indie dal sapore urbano e sognante e forma teatrale, quasi canzone gaberiana che si fonda con i tempi che corrono e le problematiche che si rinnovano sempre uguali a se stesse. Il progetto viene denominato “iMPERMEABILi” e questo primo lavoro uscito per RAMO e distribuito da Artist First si titola “Non ci siamo per nessuno”: niente di predicibile a priori, niente di banale, e con un singolo di lancio dal bellissimo video a corredo dal titolo “La canzone esistenzialista” che porta un poco fuori strada. Non è affatto questo il sapore dell’intero disco, fate attenzione. Avventurarsi tra i personaggi immaginari, scansando il sipario e le luci di scena, per approdare in ironie eclettiche e momenti funambolici senza dimenticarsi che il fine ultimo è l’uomo nelle sue tante vesti sociali. Attenzione a quei due…

Noi parliamo spesso di estetica. Ci piace confrontarci con artisti che dell’estetica e dell’etica hanno fatto la loro vita ed espressione. Per voi che significa questa parola? Estetica…
Per noi è un modo di porci nei confronti dell’altro. Di chi non conosciamo e di chi non ci conosce, prima di tutto. Un modo per socializzare e di conoscenza reciproca. Che abbraccia, per forza di cose, anche l’etica del lavoro. Per tutte queste ragioni non siamo voluti apparire come protagonisti nel nostro primo videoclip e nella copertina del disco non ci si riconosce in viso. Queste due piccole scelte hanno un valore grandissimo per noi e crediamo spieghino molto della nostra “estetica”, in tutte le sue accezioni.

Estetica del suono indie, etica del teatro canzone. Da che parte state?
Da nessuna. Non per qualunquismo ma per studio, diciamo. Indubbiamente il fenomeno indie è un qualcosa che diverte e arriva diretto al cuore e alla pancia degli ascoltatori, noi compresi. Il baluardo etico-sociale-politico del teatro canzone d’altro canto (qui canto ci sta bene!) oggi risulta vecchio e troppo impegnato per un ascolto piacevole e spensierato, da sotto la doccia per intenderci. Trovare il giusto compromesso forse è una via…

E dopo questo disco d’esordio: attori o cantautore?
Disoccupati, più che altro, se ci va male…

Inevitabile tornare alla mente al duo di Simon & Garfunkel… in quanti ve l’hanno detto? E voi cosa rispondete?
Addirittura! Rispondiamo che è troppa grazia paragonarci ad uno dei “duo” più famoso di tutti i tempi. Sono un modello musicale per tanti, speriamo di arrivare ad un briciolo del loro cantare come un soffio di vento!

Dal vostro disco avrei pensato di trovare fortissime tracce di denunce sociali. Siete invece stati sottili e fin troppo “culturali”. Come vi rapportate ad un pubblico che oggi è addestrato a riconoscere solo la banalità?
I messaggi profondi arrivano. Ci mettono un po’, stai a rimuginarci per i giorni seguenti, ti tornano in mente quando meno te l’aspetti. Ma arrivano sempre. E poi bisogna insistere proprio in tempi come questi. Riaddestrar-ci al bello e profondo. Senza essere per forza pesanti e noiosi.

A chiudere mi ricollego a quanto appena detto: nel singolo di lancio mi è arrivato subito il gioco preso quasi a sfida tra la cultura e l’immediatezza della nostra vita privata. Come a dire: tutti penseranno al “vero” Napoleone quando invece si tratta banalmente del nome di un cane…
Noi ti ribaltiamo tutto di nuovo. Dato che amiamo giocare, ti diciamo che quando l’abbiamo scritta abbiamo pensato prima al vero Napoleone e poi al nome di un cane. Quindi? Chi ha ragione? Ed è proprio necessario capire sempre tutto oppure ogni tanto abbandonarsi al gioco?