Nel 1999 il maestro della Settima arte Woody Allen ha condensato nel lungometraggio Accordi e disaccordi il proprio amore per la regia e la scrittura cinematografica con quello per le sette note, in quanto periodicamente usa esibirsi a New York come clarinettista.
Un lungometraggio particolare che prende avvio come falso documentario, con tanto di testimonianze dello stesso Allen, per poi districarsi in una storia pregna di geniale narrativa e sarcastico sguardo esistenziale, come è sempre stato solito fare l’autore di Io e Annie.
Ambientato nel pieno degli anni Trenta, Accordi e disaccordi pone al proprio centro l’immaginario chitarrista jazz Emmet Ray interpretato da uno stupefacente Sean Penn, artista che in passato ha avuto il suo momento di gloria nella musica e che ora vive di piccole apparizioni sui palchi del paese. Ciò che però maggiormente affligge Emmet è che, nonostante la sua maestria con le corde dello strumento, è considerato il numero due nel campo, considerata la fama che un chitarrista del calibro di Django Reinhardt sta vivendo. E tale affronto intende viverlo tramite eccessi esistenziali che non lo rendono la migliore delle persone. La sua carriera non riesce più a risalire la china del successo, e conseguentemente la propria vita personale non è costellata di momenti belli, sebbene sentimentalmente sarà legato alla giovane sordomuta Hattie incarnata da Samantha Morton e incontrerà nel proprio cammino l’altolocata scrittrice Blanche Williams, ovvero Uma Thurman.

Tra le sue più riuscite prove alleniane del periodo anni Novanta, Accordi & disaccordi è una pellicola paragonabile ad una delicata sonata, indirizzata a uno sguardo spensierato tipico di determinati personaggi appartenenti al mondo dell’arte, della musica in primis. Una pellicola in cui possiamo assistere a tutto il dicibile in fatto di amore per la nota musicale da parte del regista di Manhattan, inscenando quello che inizia come un falso biography dal sentimento viscerale per tutta l’arte in generale. Concedendo nel mezzo del suo racconto anche uno sguardo rivolto verso le cinematografie dell’epoca, che andavano di pari passo con l’universo melodico delle colonne sonore. Un miscuglio di dichiarazioni d’amore che il buon Woody gestisce in modo come di consueto diretto e schietto, sentito e sincero, sfoggiando un’arguzia nella regia e nella scrittura tipica della sua poetica.
A tratti felliniana in questo caso, sorretta dalla partecipazione di interpreti di gran classe e al top della loro forma: dai qui candidati agli Oscar Penn e la Morton all’affascinate Thurman, più Anthony LaPaglia, Gretchen Mol e un insolito John Waters, cineasta cui dobbiamo cult quali Grasso è bello e La signora ammazzatutti. Tutti al servizio di questa ennesima opera geniale del grande Allen, le cui danze vengono aperte da quest’ultimo nei panni di se stesso come testimone della grandezza musicale dell’immaginario personaggio Ray, il quale vive nell’ombra del glorioso e realmente esistito Reinhardt.
Edito in blu-ray da CG Entertainment (www.cgtv.it) in collaborazione con Minerva Pictures, Accordi e disaccordi è accompagnato dal trailer quale contenuto speciale.
