Caso cinematografico italiano del 2026, con oltre settantasei milioni di euro di incasso approda in blu-ray sotto il marchio Mustang Entertainment Buen camino, sesto lungometraggio interpretato dal golden boy della commedia italiana d’inizio terzo millennio Checco Zalone (all’anagrafe Luca Medici).
Lungometraggio che ce lo fa ritrovare sotto la regia del conterraneo pugliese Gennaro Nunziante – insieme a cui firma anche la sceneggiatura – dopo essersi autodiretto nel 2020 in Tolo tolo.
Lungometraggio in cui, provvisto di grottesco parrucchino, lo troviamo nei panni di un cafonissimo arricchito unico discendente di un produttore di divani non proprio in salute. Personaggio chiaramente ispirato ai tanti soggetti da gossip e social network che sfoggiano lusso e pacchianeria, con tanto di imponenti imbarcazioni, frequentazioni di hotel esclusivi, quattroruote Ferrari a portata di mano e giovanissima modella messicana come fidanzata. Ed è proprio la presa in giro all’ignoranza quotidianamente emergente da questi individui spesso eletti addirittura ad idoli delle masse che sfrutta intelligentemente Buen caminogià a cominciare dall’equivoco con foto della figlia avuta da Checco dalla ex moglie Linda, ovvero Martina Colombari, ora accompagnata dall’intellettualoide Tarek alias Hossein Taheri.

Man mano che, a cominciare dall’esilarante controllo alla prostata posto in apertura, tra assurde osservazioni riguardanti Città del Messico e i cinque continenti e battute riguardanti Schindler’s list – La lista di Schindler di Steven Spielberg, Zalone sfodera come di consueto una comicità che non va affatto a braccetto con il politicamente corretto, facendo storcere il naso ad ipocriti benpensanti ma offrendo, al contempo, spunti di riflessione nei confronti della società che ci circonda mentre a concretizzarsi è chiaramente un percorso di formazione in fotogrammi. Perché, impegnato ad inseguire la già citata figlia Cristal incarnata da una brava Letizia Arnò, minorenne improvvisatasi pellegrina per intraprendere il cammino di Santiago di Compostela, è a tutti gli effetti un percorso di formazione quello che caratterizza Buen camino.
Un percorso di formazione che, con inclusa nel cast una Beatriz Arjona lodevolmente calata nel ruolo della guida Alma, mira in maniera evidente a parlare di riscoperta dei valori e della fede filtrandola attraverso la tematica del rapporto tra padri e rampolli. Il tutto ovviamente tempestato di azzeccate gag – da quella con il vino all’altra nel ristorante stellato in compagnia della borgatara in sovrappeso Corina – destinate a consentire allo spettatore di non smettere mai di ridere, fino ai titoli di coda.
Con due trailer e il divertente videoclip La prostata enflamada nella sezione extra del disco.