In blu-ray Caleb, l’ambizioso vampire movie di Roberto D’Antona

Chi credeva che il tarantino classe 1992 Roberto D’Antona avesse raggiunto l’apice delle proprie ambizioni in campo registico realizzando The last heroes – Gli ultimi eroi, mix di action proto-videogame e maledizioni stregonesche dagli echi delle avventure dello spericolato Indiana Jones, non aveva ancora fatto i conti con Caleb, reso disponibile su supporto blu-ray da CG Entertainment (www.cgentertainment.it).

Perché arriva stavolta a superare addirittura le due ore e mezza di visione l’operazione indipendente messa in piedi, con protagonista Ammamaria Lorusso – attrice feticcio del cineasta – nei panni di Rebecca, ora sulle tracce di sua sorella, giovane giornalista scomparsa mentre era impegnata nelle indagini relative ad una serie di incresciosi eventi.

Una ricerca che la conduce a Timere, remota località in cui vigono il rigore del silenzio e la paura nei confronti di qualcosa di oscuro; ma anche dove la donna incontra l’individuo suggerito dal titolo, interpretato dal regista stesso.

Un individuo affascinante che, dallo sguardo tenebroso, vediamo entrare in scena una volta superati i primi trenta minuti di fotogrammi principalmente dedicati alla progressiva presentazione dei diversi personaggi, lasciando subito intuire che nasconda un agghiacciante segreto.

Del resto, è facile intuire che guardi a classici della celluloide vampiresca quali il Dracula di Francis Ford Coppola e Intervista col vampiro di Neil Jordan Caleb, che procede lentamente immerso in una tanto curata quanto elegante confezione tecnico-artistica.

Curata confezione in cui, a partire dalla sequenza del balletto, spicca non poco il lodevole lavoro svolto dal direttore della fotografia Stefano Pollastro, con ampio sfoggio di contrasti e sapiente sfruttamento del rosso e del nero, colori dominanti dell’intero lungometraggio.

Man mano che la narrazione avanza lentamente tirando in ballo un lungo flashback ambientato in un antico passato e perfino momenti onirici ed erotici, comprensivi di accenni di sesso saffico tra Susanna Tregnaghi e Nicole Blatto.

Fino alla fase conclusiva riservata, invece, all’azione a base di scontri corpo a corpo e con armi per fronteggiare gli scatenati succhiasangue in quello che, senza dubbio, sorvolando su una durata un po’ troppo eccessiva si rivela la più riuscita opera di D’Antona.

Accompagnata nella sezione extra da trailer, sei scene tagliate, finale alternativo, videoclip della canzone Don’t go away, diciannove minuti di bloopers, sedici di backstage e tredici di analisi del film a cura di Luna e Fabio, redattori della rivista Nocturno Cinema.

 

 

Francesco Lomuscio