Continua la riscoperta in alta definizione, da parte di Mustang Entertainment, della saga cinematografica incentrata su Don Camillo, immaginifico personaggio nato dalla mente di Giovannino Guareschi nel pieno Dopoguerra, parroco di quel paese dell’Emilia Romagna chiamato Brescello, il cui sindaco è il comunista Peppone.

Ancora una volta con le fattezze di Fernandel (al secolo Fernand-Joseph-Désiré Contadin) e Gino Cervi, Don Camillo e Peppone sono tornati in Don Camillo Monsignore… ma non troppo, sei anni dopo il Don Camillo e l’onorevole Peppone che, datato 1955, vide al timone di regia il Carmine Gallone qui riconfermato dietro alla macchina da presa.

Un quarto appuntamento immancabile per gli amanti della risata leggera e dei buoni sentimenti ben serviti che porta la serie a grandi cambiamenti legati all’inizio del nuovo decennio.

Infatti a rappresentare un contesto tutto nuovo è l’ambientazione a Roma, dove l’ex parroco di Brescello viene promosso reverendo a San Pietro, al cospetto della Grande Cupola; mentre il suo rivale Peppone ricopre il ruolo di Senatore al Parlamento.

E le immancabili complicazioni del caso vedono il loro ritorno all’amato paesello di provenienza, dove si sta disputando un altro scontro di ideali con un nuovo parroco e un nuovo sindaco; quindi l’intervento della coppia di ex rivali si fa sempre più richiesta, andando incontro a nuovi litigi e situazioni al di là del tragicomico.

Dunque Don Camillo Monsignore… ma non troppo ci riporta in maniera gradita ad assistere alle vicissitudini di due beniamini della risata leggera che fa sempre piacere ritrovare con i loro originalissimi battibecchi.

In questo caso Gallone affronta il decennio del boom economico mostrando come anche lo spirito socio-politico dell’opera guareschiana sia mutato dal profondo, man mano che delinea alla perfezione un Belpaese allora democristiano sotto ogni punto di vista.

Da notare inoltre come, nonostante i segni del tempo sui loro volti, alla quarta loro occasione insieme Fernandel e Cervi si rivelino ancora affiatati e ricchi di sfaccettature: una coppia d’assi della recitazione leggera che ad oltre sessant’anni da queste performance riesce a lasciare inchiodati di fronte allo schermo.

Una coppia d’assi qui affiancata dai soliti Saro Urzì (ora promosso a nuovo sindaco di Brescello) e Marco Tulli, più Gina Rovere e Carlo Giuffré; mentre la sceneggiatura include, oltre a Gallone stesso, la collaborazione del mitico duo composto da Leo Benvenuti e Piero De Bernardi (Amici miei, Fantozzi, Compagni di scuola).

Disponibile in blu-ray, Don Camillo Monsignore… ma non troppo viene proposto nella versione restaurata a cura di Cinema Forever, con sette minuti di presentazione di Maurizio Porro, dodici di incontro con Mons. Dario Edoardo Viganò, due di cinegiornali, tre di clip francese, un trailer originale e uno italiano fornito di sottotitoli in tedesco nella sezione riservata ai contenuti speciali.

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