Dopo aver realizzato Hereditary – Le radici del male e Midsommar – Il villaggio dei dannati, entrati nell’immaginario horror dell’ultimo ventennio, e il delirio psicanalitico Beau ha paura, Ari Aster ha alzato il tiro nel 2025 con Eddington, portando la propria conoscenza cinematografica al cospetto di un’opera capace di parlare attraverso il ricorso ad un certo sarcasmo del nostro mondo contemporaneo, dal periodo del Covid-19 in poi.
Si assiste infatti ad una vicenda al di là del pensabile che tira in ballo personaggi pronti a tutto pur di far prevalere il proprio punto di vista.
Con protagonista il premio Oscar Joaquin Phoenix, il film, ambientato nel 2020, racconta la storia dello sceriffo Joe Cross, autorità di una piccola cittadina di frontiera americana, la cui opinione nei riguardi della pandemia si fa notare da subito. Negazionista e contrario a ciò che sta accadendo, ovvero l’obbligo di indossare le mascherine sul volto, decide di opporsi al volere del sindaco Ted Garcia alias Pedro Pascal, il quale invece intende seguire le leggi governative relative a ciò che nel globo sta accadendo. Deciso a candidarsi alle prossime elezioni, Joe comincia una lunga battaglia elettorale a suon di colpi bassi e anche azioni poco legali, scatenando una serie di eventi imprevedibili che mettono in gioco la sua sanità mentale, come anche l’amore per l’amata moglie Louise, ovvero Emma Stone, ex fiamma di Garcia stesso. E dopo tutto ciò, Eddington, questo il nome della cittadina, diventerà un posto dove l’assurdo sarà all’ordine del giorno, venendo invasa anche da mentalità terroristiche e tutt’altro che ben intenzionate.

Con uno sguardo aperto e assolutamente anarchico, Aster porta dunque in scena in Eddington una delle più deliranti satire politiche che si siano viste negli ultimi tempi, sviluppando un punto di vista registico che per certi versi guarda a Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba di Stanley Kubrick, ma rimanendo ancorato ad una propria personalità. Opera a suo modo divertente e divertita, Eddington è un lungometraggio che parla di noi e di quello che ci circonda, di ciò che è stato dell’essere umano dal 2020 in poi e di ciò che lo stesso crede di sapere in proposito, che si tratti del punto di vista sulla pandemia o degli intrallazzi politici del caso. Mettendo nel mezzo un fantastico Phoenix, il film Aster si sviluppa in una serie di sequenze assurde e ben congegnate, capaci di prendere vita grazie all’utilizzo di un gruppo di interpreti in parte e ottimamente coinvolti: da un Pascal perfetto ad una Stone sempre all’altezza della situazione, fino alla partecipazione di volti di contorno quali Luke Grimes, Deirdre O’Connell e Michael Ward, più la presenza di Austin Butler nei panni del guru mediatico Vernon Jefferson Peak. Tutti pedine di un gioco surreale sulla follia di massa che il buon Aster dimostra di saper dirigere a dovere, descrivendo la realtà dei fatti odierni e la tendenza cospirativa imperante che ormai uniforma gli stessi. Terrorismo, pandemie, omicidi di stato, tutti argomenti che Eddington affronta con un certo sorriso sarcastico e che riesce ad analizzare perfettamente, senza perdere ma iil senso del ritmo nelle sue due ore e mezza di durata.
Edito in blu-ray da Eagle Pictures.
