In blu-ray Essere John Malkovich, il folle esordio alla regia di Spike Jonze

Nel 1999, ai tempi dell’uscita nelle sale cinematografiche di Essere John Malkovich, chi poteva immaginare che un duo di nomi come Spike Jonze (allora reduce dalla realizzazione di determinati videoclip) e Charlie Kaufman (abile penna, fattosi precedentemente strada in campo televisivo) avrebbe negli anni dimostrato di saper concretizzare una vena artistica portata verso un cinema surreale e, al contempo, autoriale, di grande spicco?

Il loro incontro avvenne proprio grazie a questa operazione bizzarra, una commedia al di là dell’immaginabile che offre un vero e proprio spaccato relativo a cosa significhi accettare il proprio ruolo nel mondo che ci circonda.

La storia è quella del burattinaio Craig Schwartz (John Cusack), uomo in cerca di un mestiere sicuro, considerato il fatto che la sua professione non garantisca il futuro che sogna con la propria compagna Lotte (Cameron Diaz), una ragazza dedita alla cura degli animali in modo maniacale, tanto da tenere in casa un cane, un gatto, un pappagallo, uno scimpanzé, un furetto e un’iguana.

Craig si imbatte nella misteriosa inserzione della LiesterCorp, la quale cerca un archivista; la ditta è situata al settimo piano e mezzo di un palazzo ed è composta da uffici alti all’incirca un metro.

Qui scopre una porta segreta, ingresso che, una volta oltrepassato, può condurre direttamente nella testa dell’attore John Malkovich (che interpreta se stesso), consentendo vivere almeno per quindici minuti la vita del noto attore.

Ciò fa scattare in Craig un desiderio di cambiamento, tanto da sfruttare la porta per scopi che lo spingono alla realizzazione di determinati sogni; ma qualcosa presto fugge di mano e i guai non tardano a farsi vivi.

Astuta, folle, divertente pellicola che sprigiona ingegno da ogni fotogramma, Essere John Malkovich risulta essere nel 2020 un cult movie a tutti gli effetti, soprattutto grazie all’enorme creatività che si cela dietro al suo folle regista Jonze (e all’altrettanto bizzarro sceneggiatore Kaufman). Creatività che sprigiona tutto il dicibile del surrealismo new age di fine anni Novanta, lasciando che l’intricata trama si snodi lungo un metaforico discorso esistenziale.

Si rivela quindi sempre un’esperienza appagante assistere a questa una visione pregna di un sapere cinematografico che va ben oltre la macchina da presa. Un’opera che utilizza contesti esistenziali veritieri per trasformarli in un plot fantasioso, ma che delinea alla perfezione l’assurda psicologia dei suoi personaggi; dal Craig di uno sfatto Cusack alla Lotte dell’altrettanto in disordine Diaz, più il contributo sensuale di una bravissima Catherine Keener, candidata agli Oscar come miglior attrice non protagonista, e di un Malkovich in vena di ridere sul proprio status di divo cinematografico.

Il film, tra l’altro, ottenne altre due candidature agli Academy Awards: una per la regia di Jonze e una per lo script di Kaufman (il primo avrebbe agguantato la statuetta nel 2014 per la sceneggiatura del futuristico Lei, mentre il secondo nel 2005 per quella dell’ormai classico sentimentale Se mi lasci ti cancello.

Edito in blu-ray da Koch Media, Essere John Malkovich è accompagnato nella sezione extra dagli estratti American Arts & Culture Presenta: John Horatio Malkovich e la danza di disperazione e disillusione (durata quattro minuti), Intervista al regista Spike Jonze (due minuti), L’orientamento del 7° piano e mezzo (due minuti), Ritratto intimo dell’arte dell’animare le marionette (sette minuti) e Ritratto intimo dell’arte del guardare sullo sfondo (sei minuti).

 

 

Mirko Lomuscio