In blu-ray Gone baby gone, esordio alla regia di Ben Affleck

Non sempre vero e proprio asso nell’ambito della recitazione, pur essendo riuscito a togliersi diverse soddisfazioni nel panorama hollywoodiano, Ben Affleck ha cominciato nel 2007 a tentare anche la strada della regia, rivelandosi molto più valido dietro che davanti alla macchina da presa.

Una carriera alternativa cominciata con Gone baby gone, ora edito in dvd da Koch Media, in collaborazione con Paramount, e disponibile nello store FanFactory (https://fanfactory.shop/).

Un thriller poliziesco che, tratto da un libro di Dennis Lehane, autore di Mystic river, si svolge in una Boston periferica, fondamentale per caratterizzare le estreme radici d’odio annidate in questa storia incisiva.

Con protagonista il fratello minore, il premiatissimo Casey Affleck (un Oscar conquistato grazie a Manchester by the sea), attraverso Gone baby gone il buon Ben racconta della scomparsa di una bambina di tre anni, Amanda McReady. Evento che scuote la gente della città e, soprattutto, gli amatissimi parenti della piccola. Anche se la polizia cerca di darsi da fare nelle ricerche sotto la guida del capitano Jack Doyle (Morgan Freeman), Beatrice (Amy Madigan), la zia di Amanda, decide di assumere i due investigatori privati Patrick Kenzie (Casey Affleck) e Angie Gennaro (Michelle Monaghan), legati anche sentimentalmente. E le indagini seguono un filo sottile che attraversa i luoghi più sordidi di Boston, gettando la coppia nel mezzo di ambigue vicissitudini, fino ad impensabili soluzioni che portano a galla dure verità e inaccettabili conclusioni morali.

Ben Affleck decide quindi di affrontare un dramma poliziesco che strizza l’occhio al cinema di Clint Eastwood (Mystic river docet), rivelando, al contempo, un proprio carattere narrativo nel poggiare su una struttura simil noir che non manca comunque di tocchi di neorealismo urbano. Fondamentale, infatti, è l’utilizzo della realistica ambientazione periferica grondante disperazione.

Gone baby gone è un titolo forte che ancora oggi, a quindici anni dalla sua realizzazione, coinvolge per la durezza che lo caratterizza. Un trattato in fotogrammi relativo alla maniera in cui si riescano a fondere disperazione umana e tensione, senza perdere un briciolo di credibilità nella estrema messa in scena. Una galleria di personaggi incisivi, poi, costellano il plot. Un compendio di animi decisamente ambigui che hanno qualcosa da nascondere dinanzi al rapimento della piccola Amanda.

Questi sono gli elementi più importanti da sviluppare per Affleck, il quale è anche autore dello script ad orologeria insieme ad Aaron Stockard; ulteriormente valorizzato dal potente cast che, al fianco dell’accoppiata Casey Affleck / Michelle Monaghan, annovera il notevole contributo di Freeman, più Ed Harris, John Ashton, Titus Welliver e una Amy Ryan candidata agli Academy Awards come non protagonista nel ruolo della madre tossicodipendente della bambina scomparsa.

 

 

Mirko Lomuscio