Mustang Entertainment rende disponibile in blu-ray Don Camillo, produzione italofrancese a cura di Giuseppe Amato per la Cineriz, diretta da Julien Duvivier… ma procediamo in ordine.

Tutto è iniziato tra il 1946 e il 1947, quando dall’immenso immaginario dello scrittore Giovannino Guareschi nacque il personaggio mitico ancorato ad una determinata realtà del dopoguerra: Don Camillo, appunto, prete emiliano abitante del paese di provincia Brescello, sempre in lotta con le ideologie politiche del luogo, soprattutto quelle esposte dal sindaco comunista Peppone.

Uno spaccato tutto italiano entrato di diritto nel nostro costume e nella nostra cultura, che per decenni ha cavalcato l’onda dei tempi risultando sempre attuale agli occhi di ogni lettore o spettatore dello stivale tricolore, tra un colpo di pura retorica ideologica e un tuffo nei ricordi di ciò che la penisola fu nel Dopoguerra.

Protagonisti della pellicola di Duvivier sono i ben assortiti Fernandel (al secolo Fernand-Joseph-Désiré Contadin), transalpino, e il bolognese Gino Cervi: il primo nei panni del noto sacerdote che troneggia nel titolo dell’opera e il secondo in quelli della sua controparte Peppone.

Due noti personaggi di Brescello che si danno guerra nel mezzo delle stradine del paese, tra litigate a suon di parole forti o, addirittura, scazzottate, delineando alla perfezione uno stato burrascoso ma, a suo modo, anche spensierato dell’Italia del 1946.

E tra le righe di questa disputa vi sono poi altre vicende come la storia sentimentale tra i giovani Gina Filotti (Vera Talchi) e Matiolino della Bruciata (Franco Interlenghi), appartenenti a due famiglie coinvolte in una lunga faida e che, nel mezzo di tutto ciò, cercano di far valere il proprio amore.

Una questione per la quale sarà utile anche il supporto degli stessi Don Camillo e Peppone, che ovviamente non faranno altro che mostrare ostilità a vicenda.

Con un bianco e nero che ancora oggi conquista per contestualizzazione e testimonianza di un’epoca cinematografica immortale, Don Camillo è una commedia che, ad oltre settant’anni dalla sua realizzazione, riesce ad affascinare per ka maniera in cui analizza allegramente politica e religione, due opposti della stessa medaglia in un paese (o mondo) che di entrambi non riesce a fare a meno.

I lunghi comizi immaginari di Camillo stesso davanti al crocifisso, l’accento marcatamente emiliano del buon Peppone, le scazzottate tra i due con annesse campane al ritmo dei colpi subiti sono tutti elementi iconici che rendono immortale il lavoro di Guareschi e del regista Duvivier, fautori di un intrattenimento vecchia maniera che non ha mai smesso di divertire.

Ovviamente grande merito va poi ai due affiatati protagonisti ben affiatati: i grandi Fernandel (doppiato da Carlo Romano) e Cervi, attori di altre epoche che stanno al gioco guaresco nel delineare alla perfezione una situazione ideologica dell’Italia del Dopoguerra; qui affiamcati da una serie di comprimari comprendenti, oltre ad Interlenghi e Talchi, Saro Urzì, Marco Tulli e la veterana Sylvie, cui spetta il ruolo della vecchia e saggia maestrina Cristina.

Cinquantasei minuti di speciale Giovannino Guareschi “Una storia tutta italiana”, sette di presentazione di Maurizio Porro e quattordici di Incontro con Mons. Dario Edoardo Viganò arricchiscono il disco in alta definizione nella sezione extra.

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