In blu-ray Judas and the Black Messiah, vincitore di due premi Oscar

Vincitore di due premi Oscar (su sei candidature), approda in blu-ray sotto il marchio Warner Judas and the Black Messiah di Shaka King, regista nel 2013 di Newlyweeds.

Prendendo le mosse da eventi reali, un film che rievoca il movimento fondamentalista afroamericano delle “Pantere nere”, nato negli Stati Uniti, alla fine degli anni Sessanta, a causa dell’odio razziale generato dal sangue delle vittime di colore uccise dalla supremazia bianca assassina.

La vera vicenda vissuta dall’infiltrato Bill O’Neal e il suo incontro con il leader appartenente alle “Pantere nere” Fred Hampton, interpretati rispettivamente dai LaKeith Stanfield e Daniel Kaluuya di Scappa – Get out. Quest’ultimo aggiudicatosi in qualità di attore non protagonista una delle due ambite statuette di cui sopra (l’altra è andata alla canzone Fight for you).

Il Bill che, furfante, nel 1968 ruba auto spacciandosi agente dell’FBI e, arrestato dalle autorità, rischia di finire in prigione a lungo. Ma il federale Roy Mitchell, ovvero Jesse Plemmons, intuisce in lui determinate qualità, proponendogli una missione per conto del governo degli Stati Uniti: infiltrarsi nelle Pantere nere, avvicinandosi ad Hampton, uomo che potrebbe risultare pericoloso nei confronti del popolo americano per le sue idee e il proprio carisma. Ed è proprio conoscendo Fred che Bill finisce per trovarsi alle prese con una forte crisi interiore che lo porterà ad un bivio esistenziale, dinanzi a profonde scelte ideologiche.

Quindi, con un occhio meno sarcastico rispetto al recente BlacKkKlansman di Spike Lee, Judas and the black Messiah apre le danze tramite interviste ricostruite ad hoc, per poi entrare nel pieno del contesto romanzato con i dovuti risvolti emotivi e seguendo una funzionale costruzione classica. Man mano che lo script aleggia tra un trattato storico vero e proprio e il ritratto di un personaggio ambiguo quanto incisivo quale è l’infiltrato O’Neal.

Due featurette occupano la sezione extra del disco in alta definizione.

 

 

Mirko Lomuscio