In blu-ray La Llorona – Le lacrime del male, l’horror che attinge dal folklore latinoamericano

Visto nelle sale cinematografiche italiane nell’Aprile 2019, approda nel mercato dell’home video in alta definizione La Llorona – Le lacrime del male di Michael Chaves, comprendente tra i produttori il James Wan autore della saga The conjuring.

Del resto, considerando soprattutto il fatto che sia il sacerdote Perez alias Tony Amendola già visto nello spin-off Annabelle a fornire spiegazioni sull’entità suggerita dal titolo, terribile spirito maligno dimenticato da Dio, nonché una delle figure più iconiche e conosciute del folklore latinoamericano, è evidente che ci troviamo dinanzi ad un’operazione mirata ad ampliare quell’universo horror iniziato nel 2013 tramite L’evocazione – The conjuring.

E allora, prima di passare alla Los Angeles del 1973, si comincia nel Messico di trecento anni addietro per apprendere poi progressivamente dettagli sulla La Llorona, secondo la leggenda madre disperata e donna in lacrime che attraversa i fiumi e i corsi d’acqua, aspettando nell’oscurità nell’intenzione di trascinare via chi si comporta male o va in giro fino a tardi.

Una presenza con cui si trova ad avere a che fare l’assistente sociale vedova Anna Tate-Garcia, interpretata da Linda Cardellini, dopo che, chiamata a casa dalla Patricia Alvarez dal volto di Patricia Velasquez, trova i suoi due figlioletti rinchiusi in un armadio, come per metterli al sicuro da abusi e violenze.

Una situazione che la porta a mandare in custodia privata i due bambini e in cura psichiatrica la loro genitrice; senza immaginare che un inquietante grido cominci poi a riecheggiare nottetempo nei corridoi del centro di accoglienza in cui dormono e che, in seguito a un tragico evento, siano i suoi figli a finire nel mirino del malvagio spirito e della propria furiosa rabbia soprannaturale.

Man mano che entra in scena il Rafael Olvera incarnato da Raymond Cruz, ex prete trasformato in curandero, fornito della sua potente fede e di un autentico arsenale di totem spirituali; nel corso di una oltre ora e mezza di visione che, in mezzo a lugubre atmosfera generale fornita in maniera opportuna di fulmini, immancabili apparizioni inaspettate e, ovviamente, jump scare, gode di un apprezzabile comparto tecnico e, soprattutto, ha il merito di trasferire nell’ambito della Settima arte di genere mainstream un “boogeyman in rosa” dal quale avevano finora attinto soltanto sconosciute produzioni a basso costo.

Con undici minuti di scene eliminate, quasi sei di sguardo al trucco del mostro in questione, due in cui il cast parla del suo mito, diciassette di comparazioni tra storyboard e girato e quasi dieci di making of nella sezione extra del disco de La Llorona – Le lacrime del male, edito da Warner Bros.

 

 

Francesco Lomuscio