Direttamente dalla Corea del Sud, per la collana Far East Film Festival arriva in blu-ray – in versione originale con sottotitoli in italiano – grazie a CG Entertainment (www.cgtv.it) e Tucker Film Bedevilled, datato 2010 e diretto dall’allora esordiente Jang Cheol-soo.
Un titolo che già si è ritagliato in poco tempo uno spazio di culto grazie alla sua secchezza visiva e narrativa che pone al centro della trama il ruolo della figura femminile nella società odierna.
Tutto incomincia a Seul, dove vive la giovane Hae-won (Ji Seong-won), testimone di un crimine avvenuto nei confronti di una donna da parte di tre brutti ceffi. Un contesto in cui non riesce più a vivere una vita tranquilla e al quale si aggiunge la sua situazione sul posto di lavoro, dove viene messa in cattiva luce dai propri superiori a causa della rivalità con colleghe più ambiziose la mettono in cattiva luce con i superiori. Hae-won decide quindi di allontanarsi dalla città per un po’ e di tornare nell’isola in cui ha passato la sua infanzia, chiamata Moo-do, trovando magari quella spensieratezza di cui necessitava. Giunta nel luogo ritrova una vecchia amica, Kim Bok-nam (Seo Young-hee), e tenta di trascorrere insieme a lei alcuni momenti tanto ricercati; ma nell’isola le donne non sono molto rispettate, e la stessa Bok-nam è vittima di soprusi da parte del marito e del cognato; in più le anziane locali non intendono mai contraddire tale tradizione, rispettando in toto il lavoro maschile. Nonostante ciò, però, Bok-nam non ha intenzione di rimanere per sempre a Moo-do e, cercando anche aiuto da Hae-won, intende attuare un piano di fuga che, però, scatenerà un inspiegabile catena di eventi legati alla violenza vendicativa.

Opera cruda e diretta che attraverso un discorso proto-femminista inscena un racconto trasudante puro cinema di genere, Bedevilled è un film la cui visione sarà difficilmente dimenticabile, grazie al suo modo di affrontare la tematica del ruolo della donna in Corea del Sud tramite le vicende di Bok-nam e Hae-won.
Violenze, soprusi, abusi di potere secondo il regista Cheol-soo e lo sceneggiatore Kwang-young Choi, questi sono gli elementi cardine del lungometraggio, che racconta l’universo femminile ricorrendo ad uno sguardo non in cerca di situazioni romanzate, ma sincero nell’estetica e poggiando su un semplice plot non privo di sconcertanti colpi di scena, come anche di sanguinose sequenze di vendetta.
È decisamente ammirevole il modo in cui Cheol-soo riesca a creare un’opera ricca di contenuti e punti di vista, mostrando come la mascolinità tossica post-2000 sia elemento deteriorante sia per i rapporti tra uomini e donne che tra le donne stesse, tra atti di sottomissione ed estremo servilismo.
A fronte di tutto ciò, va poi lodata la performance della protagonista Young-hee, al cui volto costantemente abbronzato e ricco di espressività va riconosciuta buona parte della riuscita di Bedevilled.
Al suo fianco la valida Seong-won, per una violenta storia di rivalsa e vendetta femminile accompagnata nella sezione extra del disco in alta definizione dal trailer e da dodici minuti di making of.
