Se non sapessimo che è ispirato alla vera storia del pastore Ovidio Marras, potremmo tranquillamente pensare che non sia altro che una favola anticapitalista tricolore del tutto inventata La vita va così, presentato presso l’edizione 2025 della Festa del cinema di Roma – prima della regolare distribuzione nelle sale – e ora disponibile su supporto blu-ray grazie a Mustang Entertainment.
E, sebbene i nomi di punta del cast siano quelli di tre assi della risata da schermo del calibro di Virginia Raffaele, Aldo Baglio e Diego Abatantuono e dietro alla macchina da presa si trovi il Riccardo Milano autore, tra l’altro, di Come un gatto in tangenziale e sequel, non rientrano affatto in una tipologia di spettacolo volta alla comicità le circa due ore di visione.
Pur riservandosi la battuta cult rivolta ai sardi “Se non era per Gigi Riva eravate ancora banditi e pecorai”, lontano dai colleghi Giovanni Storti e Giacomo Poretti il buon Baglio veste infatti i panni del capocantiere Mariano inviato alla fine del 1999 da una grande società immobiliare milanese sulla spiaggia di Bellesa Manna, perché interessata a costruirvi un resort di lusso cher porterebbe turismo e posti di lavoro. Una decisione accolta con entusiasmo dalla comunità locale, ad eccezione del solitario pastore ottantenne con quarta elementare Efisio Mulas, che, incarnato dal non professionista Giuseppe Ignazio Loi, non intende concedere che la propria casa posta nell’area destinata al progetto venga abbattuta. Pastore la cui figlia Francesca possiede i connotati, appunto, di una Raffaele fornita di accento sardo campidanese; mentre è Abatantuono a vestire i panni del presidente della società immobiliare Giacomo all’interno di un cast comprendente, inoltre, Niccolò Senni, Pietro Ragusa e, nel ruolo del giudice Giovanna, Geppi Cucciari.

Senza contare una fugace apparizione per il noto chef Carlo Cracco. Man mano che viene verbalmente citato il cinema anni Settanta di Alberto Sordi e che l’arco narrativo che attraversa La vita va così si estende per circa dieci anni tirando in ballo il Capodanno del 2000 e il passaggio all’euro costruendosi quasi del tutto sui clamorosi rifiuti di Efisio dinanzi ad offerte milionarie (e con falsi avvocati in agguato). Offerte che non accetta neppure stimolato dai paesani che cercano in ogni modo di convincerlo; perché, se da un lato l’operazione – dedicata proprio al sopra menzionato Gigi Riva su cui lo stesso Milani aveva incentrato nel 2022 il documentario Nel nostro cielo un rombo di tuono – intende suggerire che arriva un momento in cui passi un limite e ti devi fermare, dall’altro ribadisce che nella vita non importano i passi che fai, bensì le impronte che lasci.
A sintetizzare perfettamente il messaggio emergente dalla vera vicenda di Ovidio Marras ricostruita ne La vita va così, però, è un’osservazione su tutte sfoggiata da Giacomo: “Questo è un paese che ha bisogno di eroi in cui tutti si identificano fino a commuoversi alle lacrime, ma che nessuno ha il coraddio di emulare”.
Con il trailer e quasi quattro minuti di backstage nella sezione extra del disco.
