A ventisette anni dalla sua realizzazione, grazie a CG Entertainment (www.cgtv.it) in collaborazione con Tucker Film e Far East Film Festival approda nel mercato dell’home video italiano Peppermint candy, diretto nel 1999 da Lee Chang-dong.

Un cineasta coreano che da sempre si è rivelato autore dal grande tocco narrativo che, capace di imporre attraverso le sue opere – da Oasis, del 2002, a Burning – L’amore che brucia, del 2018, passando per Poetry, datato 2010– uno sguardo trasudante poetica e inventiva visiva, con contenuti forti e sentiti.

Peppermint candy parte da un personaggio allo sbando per poi districarsi in una storia pregna di dramma emotivo mirato a guardare la situazione burocratica sudcoreana dell’epoca. La storia del disperato Kim Yeong-ho (Sul Kyung-gu), uomo che di punto in bianco, preso dalla follia, decide di attendere sulle rotaie l’arrivo di un treno che possa travolgerlo. Al momento del fatidico gesto torniamo indietro nel tempo e vediamo ciò che ha lo spinto all’atto fatale, scoprendo una travagliata esistenza costellata da una serie di sconfitte emotive e morali, come la perdita del primo amore Yoon Soon-im (Moon So-ri) o la sua attività di servitore della nazione nel pieno degli anni Ottanta; fino all’incidente che lo portò nel mezzo di un drammatico evento accaduto durante una sommossa per il colpo di Stato.

Senza mezzi termini e divagazioni in inutili lungaggini romanzate, Chang-dong con Peppermint candy concretizza un’opera che fa totale utilizzo metaforico della macchina da presa al fine di inscenare un discorso che va dal politico all’esistenziale sfruttando un personaggio emblematico quale è lo Yeong-ho di un intenso Kyung-gu e scrutando a fondo ciò che maggiormente ha uniformato un paese come la Corea del Sud.

Un viaggio nel tempo a ritroso che accompagna lo spettatore verso un punto di vista incisivo atto ad analizzare minuziosamente l’aspetto emotivo dell’essere umano e del senso di vita che si porta dietro, che sia un personaggio combattivo o abbastanza vile; il tutto sorretto a dovere da uno script che viaggia all’indietro a firma del regista stesso. Perché guardare ai propri errori e ripensare a ciò che ne ha dato inizio è il miglior modo per poter riconciliarsi con la propria vita.

Edito in blu-ray in versione originale sottotitolata in italiano, Peppermint candy è accompagnato da una sezione extra comprendente trailer, quarantasette minuti di making of, sei di Final audition, quattro di Karlovy vary IFF featurette e sette di outtakes.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner