In blu-ray Sindrome cinese, il thriller con Jack Lemmon, Jane Fonda e Michael Douglas

Come molti sapranno, la definizione indica una fobia che si rivolge alla fusione del nocciolo del reattore di una centrale elettrica nucleare intenta a fondere qualsiasi cosa, crosta terrestre innanzitutto, fino ad attraversare l’intero globo e ad arrivare alla Cina; ma Sindrome cinese è anche il titolo di un famoso film del 1979 che, tra il thriller e il dramma umano, con una punta di disaster movie, ha orientato l’attenzione di milioni di spettatori verso catastrofi che avrebbero di lì a poco superato l’immaginazione (è sufficiente pensare ai disastrosi effetti di Chernobyl negli anni Ottanta).

Per la regia del compianto James Bridges, scomparso nel 1993 e autore di cult quali Urban cowboy e Perfect, entrambi interpretati da John Travolta, il lungometraggio vede protagonisti i premi Oscar Jane Fonda, Jack Lemmon e Michael Douglas, quest’ultimo anche produttore dell’opera in questione (d’altronde, in tale veste, all’epoca era già stato insignito di un Academy Award per Qualcuno volò sul nido del cuculo).

La trama affronta una faccenda scottante legata al presunto disastro atomico di una centrale sita a Ventana. Inviata in quello stabilimento per un semplice servizio giornalistico, la reporter Kimberly Wells (Fonda), insieme al suo cameraman Richard Adams (Douglas), si ritrova di punto in bianco nel mezzo di uno scoop senza precedenti: complice la presunta fusione del nocciolo del reattore, una tragedia starebbe per abbattersi in quel posto, salvo scamparla all’ultimo momento.

Il tutto, però, viene immortalato dall’obiettivo di Richard e il filmato potrebbe essere mandato in onda, in modo che la gente sappia il pericolo che incombe; sebbene la cosa rimanga a tacere, in quanto l’emittente per cui la donnalavora non ha alcuna intenzione di trasmettere il video.

Nel frattempo, l’ingegnere capo Jack Godell (Lemmon) riscontra nella centrale nucleare la presenza di alcuni difetti nelle attrezzature utilizzate, ed è deciso a recriminare il fatto, ma qualcuno intende impedirglielo. Soltanto Audrey e Richard saranno disposti ad aiutarlo, anche a costo delle proprie vite.

Tensione cinematografica a sfondo industriale che si concentra sulle mentalità di potenti magnati che sarebbero disposti a tutto pur di arricchirsi, Sindrome cinese rimane ancora oggi un classico pregno di lungimiranza, grazie al suo modo di narrare la vicenda con fare dettagliato, elogiando prima di tutto l’informazione, di cui l’opinione pubblica ha forte necessità.

Oltre la semplice denuncia, il film di Bridges poggia sull’ideologia ambientale che sostiene tutta la veridicità della messa in scena, trovando anche la partecipazione di determinati attori all’epoca attivisti nel pieno delle loro marce di lotta e difesa per il bene dell’ecosistema (la Fonda stessa su tutti).

La suspense prende lo spettatore alla gola in un crescendo che porta i protagonisti nel mezzo di un perfetto gioco pericoloso. Un metodo che fa la differenza in questo frangente, generando un’atipica operazione apripista per il cinema venuto in seguito, anche memore delle lezioni dell’Alan J. Pakula di Tutti gli uomini del presidente, di tre anni prima.

Nominato a quattro premi Oscar (migliori protagonisti Lemmon e Fonda, miglior sceneggiatura di Bridges stesso insieme a Mike Gray e T.S. Cook e miglior scenografia), Sindrome cinese approda in blu-ray grazie a Sony Pictures Home Entertainment e CG Entertainment (www.cgentertainment.it), con tre scene eliminate e i due estratti Sindrome cinese – Fusione di talento (durata ventisette minuti) e Sindrome cinese – Nascita di una disputa (ventinove minuti) nella sezione extra.

 

 

Mirko Lomuscio