Curiosamente, verso la fine degli anni Ottanta fecero la loro apparizione sul grande schermo tre pellicole italiane accumunate da un plot che metteva nel mezzo l’amore per il cinema e per le sale che ne hanno saputo propagandarne tutta la magia: Via Paradiso di Luciano Odorisio, Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore e, infine, Spledor di Ettore Scola.

Datato 1989, ci soffermiamo proprio su quest’ultimo, in quanto proposto su supporto blu-ray da CG Entertainment (www.cgtv.it) in versione restaurata da scansione 4K.

Un vero e proprio atto d’amore da parte di chi, all’epoca, per almeno una trentina d’anni aveva militato maggiormente nella Commedia all’Italiana, portando in questa sua ulteriore opera tutti i propri ricordi di spettatore e amante della Settima arte, con una trama si incentrata sul cambiamento del nostro paese nel pieno della fine, appunto, degli anni Ottanta. Infatti Scola, facendo affidamento su un Marcello Mastroianni protagonista, racconta la vicenda dell’esercente Jordan, gestore di un cinema chiamato Splendor, sito in un paesino e prossimo alla chiusura, data l’imperante espansione delle televisioni e la totale mancanza di interesse da parte del vasto pubblico. Affranto, mentre cerca di risollevare le sorti della sua professione, Jordan riattraversa tutti i momenti più belli della sua esistenza, ognuno legato all’amore per le sale cinematografiche e costernato di situazioni indimenticabili; come quella dell’incontro con la ex showgirl Chantal (Marina Vlady), assunta in qualità di cassiera, e i duetti con il giovane cinefilo Luigi (Massimo Troisi), fino ad affrontare la difficile scelta di trasformare il cinema Splendor in un teatro sexy.

Nonostante i citati precedenti titoli diretti da Odorisio e, soprattutto, dal trionfante Tornatore (Oscar docet), Scola, pur giunto per ultimo, nel 1989 con il Splendor non fu da meno in fatto di tematiche ed argomenti analoghi, riuscendo a costruire una perfetta macchina nostalgica vissuta fotogramma per fotogramma negli spazi di una saletta cinematografica di provincia, tra personaggi singolari e situazioni altrettanto uniche; testimoniando primi amori come anche puntatine comiche in mezzo ai vari spettatori descritti. Il tutto mentre scorrono immagini mitiche appartenenti a titoli immortali, alcuni anche scritti da Scola stesso, testimonianza di epoche passate e correnti di pensiero italiane. Lungometraggi come La grande guerra, Il sorpasso, Metropolis, La vita è meravigliosa, Il posto delle fragole, Amarcord affastellano l’immaginario di Splendor, condensando alla grande tutto il sentimento e il sentimentalismo che Scola descrivere e analizzare in questo lungometraggio scritto da solo e, per questo, indubbiamente ispirato da suoi vecchi ricordi d’infanzia e gioventù.

Lo aiuta in tutto ciò la magnetica presenza dell’accoppiata formata da Mastroianni e Troisi, per la prima volta insieme e poi nuovamente diretti da Scola nel successivo Che ora è?. Un’accoppiata il cui apporto trascina la visione di Splendor nella pura malinconia, tra una risata e una lacrimuccia, rendendoli di conseguenza beniamini di un pensiero cinematografico appartenente al passato, al futuro e al presente, all’insegna di una sola parola: “immortalità”. Completano il cast la Vlady, Pamela Villoresi e Paolo Panelli, mentre la colonna sonora di ammaliante fascino è a cura del grande Armando Trovajoli e la fotografia per mano di Luciano Tovoli, giustamente premiata ai Nastri d’Argento 1989. E sei furono le nomination ottenute ai David di Donatello dal film: miglior attrice protagonista alla Vlady, non protagonisti Villoresi e Panelli, fotografia, colonna sonora e i costumi creati da Gabriella Pescucci. Con il trailer quale contenuto speciale.

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