In collaborazione con RaroVideo, CG Entertainment (www.cgtv.it) riscopre su supporto blu-ray Tetsuo – The iron man e Tetsuo II – Body hammer,entrambi diretti dal giapponese Shin’ya Tsukamoto e proposti in versione originale con sottotitoli in italiano.

Concepiti tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio del decennio successivo, i primi due tasselli di una saga divenuta istantaneamente cult e che lo stesso Tsukamoto – il quale ha dichiarato di essere stato influenzato da Tenebre di Dario Argento, La casa di Sam Raimi e Non aprite quella porta di Tobe Hooper – ha poi provveduto a trasformare in trilogia, nel 2009, attraverso Tetsuo – The bullet man.


Tetsuo – The iron mann (1989)

Un feticista per il metallo viene accidentalmente investito e ucciso da un uomo d’affari che, poi, comincia progressivamente a tramutarsi in una mostruosa creatura in parte umana e in parte, appunto, metallica.

È questa l’esile idea di partenza che dà il via a meno di un’ora e dieci minuti di visione in bianco e nero dai dialoghi ridotti all’osso che, girata in 16 mm usufruendo di un piccolo budget, non mira a costruire una trama vera e propria ma a concretizzarsi in un allucinato susseguirsi di immagini da incubo futuristico scandito da un ritmo indiavolato e condito di splatter. Meno di un’ora e dieci minuti che i collezionisti della Settima arte underground più oscura ricordano benissimo quando, negli anni Novanta, inedito in videocassetta il film veniva proposto dalla trasmissione televisiva notturna Fuori orario Cose (mai) viste, rivelandosi non poco oltraggioso (e, se vogliamo, riesce ad esserlo ancora oggi) soprattutto a causa dellamemorabile presenza del fallo trapano.

Questa edizione rappresenta dunque l’ottima occasione per poter gustare in alta definizione uno degli esordi registici più folgoranti della storia del cinema, accompagnato nella sezione extra da trailer, trentanove minuti di incontro tra Tsukamoto e il critico cinematografico Enrico Ghezzi, ventisei di Una videocosa di Enrico Ghezzi e, infine, il mediometraggio di tre quarti d’ora Le avventure del ragazzo del palo elettrico, realizzato nel 1987 dallo stesso Shin’ya.


Tetsuo II – Body hammer (1992)

Padre del piccolo Minori interpretato da Keinosuke Tomioka e marito di Kana, ovvero Nobu Kanaoka, Taniguchi Tomoo alias Tomorô Taguchi è un tranquillo impiegato che, privo dei ricordi dei suoi primi otto anni di vita, vede la sua tranquilla esistenza stravolgersi dal momento in cui una coppia di misteriosi individui rapisce il bambino due volte di seguito; conducendolo alla morte e facendo accrescere nell’uomo una rabbia che lo porta a cominciare a manifestare mutazioni corporee consistenti in armi metalliche che gli si sviluppano direttamente addosso.

Con esperimenti sulla mente umana inclusi nel mucchio, si guarda di sicuro a Videodrome di David Cronenberg nel momento in cui il protagonista sfodera un braccio-pistola durante lo svolgimento di quello che, più che un sequel di Tetsuo, ne sembra un rifacimento concepito usufruendo di maggiori mezzi e di un budget più sostanzioso, tanto che stavolta le immagini sono a colori. Un’ora e ventuno minuti di visione che, alternando saturazioni a base di tonalità calde a quelle fredde, quando non vira direttamente in seppia durante il flashback atto a mostrarci la dimenticata infanzia di Tomoo, rispecchia di sicuro la pellicola precedente per quanto riguarda l’uso frenetico della macchina da presa; ma ricorrendo ad una struttura narrativa lineare che abbandona del tutto l’anarchia di racconto cui eravamo stati abituati, pur senza rinunciare all’onnipresenza dell’azione.    

È il trailer ad occupare la sezione riservata ai contenuti speciali.

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