In dvd Franco Nero protagonista del film carcerario L’istruttoria è chiusa: dimentichi (Tante sbarre)

Nel 1971 il cinema italiano era fortemente intenzionato a fare il punto sulla situazione delle carceri italiane, tentando di raccontare alcune storie inerenti a personaggi non appartenenti al duro mondo della vita da detenuto, gente comune che, di punto in bianco, si trovava ad avere a che fare con le leggi della prigione, sia stabilite dai carcerati che dalle guardie.

Il primo che balza alla memoria è sicuramente l’intramontabile Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy, in cui un immenso Alberto Sordi ricopre il ruolo di un uomo che inspiegabilmente si ritrova rinchiuso in carcere, insieme alla peggior feccia della società e alle prese con la più totale mancanza di diritti.

Ma insieme ad esso un altro film incentrato sullo stesso argomento fu L’istruttoria è chiusa: dimentichi (Tante sbarre), ispirato al libro di Leros Pittoni intitolato Tante sbarre e diretto dal grande Damiano Damiani.

Film con protagonista un Franco Nero lontano dai ruoli alla Django e in questo caso in una delle sue molteplici performance sull’impegno civile e sociale (ricordiamo anche Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica e Perché si uccide un magistrato).

La storia raccontata è quella dell’architetto Vanzi (Nero), accusato di omicidio e omissione di soccorso, quindi rinchiuso in una prigione in attesa di giudizio. La vita da galera lo mette di fronte agli altri compagni di cella e alle prese con la violenza che vige fra quelle mura, attendendo il momento di dimostrare la propria innocenza. Ma, più il tempo passa, più si adegua al tenore del posto, scoprendo presto che anche in prigione il potere si può comprare a peso d’oro.

Prison movie dall’ottima resa artistica, L’istruttoria è chiusa: dimentichi (Tante sbarre) è un’opera che trascina lo spettatore all’interno delle celle, facendogli respirare pienamente il contesto vissuto da ogni singolo personaggio.

Abusi di potere e momenti di violenza, corruzioni assortite e perdita della ragionevolezza vengono inscenati mettendo a confronto l’animo umano delle persone rinchiuse in gabbia con quello dei carcerieri, uomini insoddisfatti, sconfitti da una mancata realizzazione della propria esistenza per seguire un mestiere che porta le sue notevoli frustrazioni.

Per descrivere a dovere tutto ciò, Damiani ambienta il lungometraggio interamente ed esclusivamente nei soli interni della prigione, finale escluso senza mai azzardare ad una sequenza in esterno, ad eccezione del cortile dello stesso carcere.

Un memorabile Nero viene oltretutto affiancato da uno stuolo di attori e caratteristi forti come Riccardo Cucciolla (è il detenuto Pesenti), John Steiner (il folle Biro, il quale non esita ad esprimersi anche a piccoli peti), Georges Wilson (il malconcio Campoloni) e un grande Turi Ferro (nei panni del capo carceriere).

E lo stesso Damiani si ritaglia il ruolo dell’avvocato di Vanzi ne L’istruttoria è chiusa: dimentichi (Tante sbarre), che, musicato dal grandissimo Ennio Morricone, viene riscoperto su supporto dvd da Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it).

 

 

Mirko Lomuscio