In dvd gli stracult La nuora giovane e Champagne… e fagioli

Si aggiungono al sempre più ricco catalogo di riscoperte su supporto digitale targate Mustang Entertainment La nuora giovane e Champagne… e fagioli.

Il primo risalente alla metà degli anni Settanta, il secondo all’inizio del decennio successivo, due titoli decisamente stracult che mancavano in dvd e che, dunque, non possono fare a meno di rivelarsi interessanti oggetti del desiderio per ogni collezionista della celluloide di genere nostrana che si rispetti.

 

La nuora giovane (1975)

Philippe Leroy è un ricco imprenditore marxista che, stressato dalla consorte Didi Perego, la quale fa oltretutto continue avances al ragioniere Renzo Montagnani, manifesta segretamente una morbosa attrazione da parte della giovane nuora Simonetta Stefanelli, il cui marito Maurizio Bonuglia non manca di tradirla con la disinibita cognata Florence Barnes.

Del resto, se da un lato quest’ultima non manca di regalare più di un nudo integrale nel corso della oltre ora e mezza di visione, la stessa Stefanelli si cimenta in una sequenza di sesso perfino a pellicola appena avviata. Perché, con Mario Carotenuto che, nei panni di un sacerdote, provvede a fornire insieme al già citato Montagnani la parte ironica dell’operazione, è evidente che la quarta regia di Luigi Russo – dopo Paura, Morbosità e I sette magnifici cornuti – intenda inserirsi nel filone allora in voga della commedia sexy spingendo però sul pedale dell’erotismo per arrivare a sfiorare la tematica dell’incesto. E, grazie anche al contributo della funzionale colonna sonora a firma di Carlo Savina, il susseguirsi di tresche e intrallazzi finisce per tratteggiare una pochade che, sostenuta a dovere dal ricco cast, si rivela scandita da un buon ritmo.

Con due minuti di scene tagliate nella sezione del disco riservata ai contenuti extra.

 

Champagne… e fagioli (1980)

Una voce narrante – che ci spiega oltretutto che un peto è l’anima di un fagiolo che sale in cielo – ci conduce alla scoperta degli espedienti attraverso cui campano lo squattrinato conte Cellini alias Giampiero Becherelli, al quale restano soltanto i titoli nobiliari e due camere del palazzo di famiglia che si è venduto, e il suo maggiordomo Aristide, interpretato dal comico fiorentino Ghigo Masino.

Conte che non manca neppure di essere baro durante le partite a poker e che un giorno si trova improvvisamente a dover ospitare la misteriosa Ara, giovane straniera dal volto e, soprattutto, il corpo della Leonora Fani di Calde labbra e Pensione paura, a quanto pare ricercata da un criminale di nome Vincent, ovvero Howard Ross (all’anagrafe Renato Rossini). Criminale oltretutto appassionato d’arte e ai danni del quale, dunque, i due protagonisti escogitano una truffa a base di quadri al fine di procurarsi cinquecento milioni di lire necessari a far avere alla ragazza la dote che le consenta di poter essere sposata dal rampollo di una ricca famiglia. E, se l’epilogo cerca di lasciar emergere una certa malinconia di fondo, la sceneggiatura a firma del regista stesso Oscar Brazzi – fratello del noto attore Rossano – non dimentica di includere nel mucchio neppure un finto concorso di bellezza con tanto di fastidiosi piccioni in agguato.

Edizione da master in alta definizione.

 

Francesco Lomuscio