Blue Swan lancia in dvd London calling, diretto nel 2025 da Allan Ungar e che, con un titolo preso in prestito dalla hit della punk band Clash, rispolvera a suo modo la maniera di fare noir o crime movie che negli anni Novanta venne segnata dalle pellicole dei primi Quentin Tarantino e Guy Ritchie, intrise di assurdo humour assurdo allora inedito per situazioni drammatiche o a base di violenza.
E lo rispolvera in una versione brillante calando il Josh Duhamel di Transformers e La fontana dell’amore nei panni di un sicario inglese costretto ad una trasferta statunitense per delicati motivi professionali e, soprattutto, personali.
Lui è Tommy Ward, una leggenda nel campo dei killer londinesi, ora però arrugginito dal tempo e dall’età che passa; il suo ultimo incarico, infatti, finito malamente lo porta a risultati disastrosi, tanto da fare fuori l’obiettivo sbagliato.
Un esito che lo porta forzatamente nella lontana Los Angeles, dove, tra le molte cose, viene incaricato di prendersi cura del giovanissimo Julian, ovvero Jeremy Ray Taylor, adolescente impacciato e figlio del potente Benson interpretato da Rick Hoffman.
Tra Tommy e Julian si instaura un rapporto che li porta alla totale confidenza, attraversando un periodo di crescita assieme che arricchisce inaspettatamente gli animi di entrambi, nonostante lo stesso Tommy sia solo intenzionato a guadagnarsi il proprio lasciapassare per tornare all’amata Londra.

Commedia nera in salsa pulp, London calling è dunque una spassosa opera che fa dell’assurda ironia il suo elemento portante, giostrando questa singolare trama che vede nel mezzo un Duhamel in vena di battute ad effetto e facce divertenti, istrionico quanto basta e che consolida qui la sintonia con il regista Ungar (già lo aveva diretto in Bandit).
Un film che funziona soprattutto per la maniera in cui riesce ad inanellare una serie di momenti esilaranti che vedono uomini al di là della legge alle prese con l’imbarazzante quotidianità della vita comune.
I rapporti padre/figlio, la ricerca di una propria dignità professionale, lo scontro tra culture europee e statunitensi sono solo alcuni degli argomenti che lo script steso dal regista stesso insieme ad Omer Levin Meneske e Quinn Wolfe provvede ad amalgamare nell’involucro noir del tutto, alzando il livello qualitativo dell’ironia come anche dell’assurdità pulp.
Ad assecondare con grande professionalità Duhamel troviamo poi il giovane Taylor del dittico It firmato da Andy Muschietti, e, insieme, oltre ad essere produttori esecutivi di London calling formano un duo di improbabili protagonisti agli antipodi, chiara controparte comica di quelli di Una calibro 20 per lo specialista di Michael Cinmino e Professione: assassino di Michael Winner.
Nel cast, oltre al sopra menzionato Hoffman di Hostel e Thanksgiving, troviamo l’Aiden Gillen della serie televisiva Il trono di spade e l’Arnold Vosloo de La mummia.
