In dvd il bullismo ai tempi del Covid-19 con Ragazzaccio diretto da Paolo Ruffini

Dopo il lungometraggio collage Super Vacanze di Natale e un paio di documentari, il toscano Paolo Ruffini è tornato nel 2022 ad occuparsi del suo terzo film a soggetto: Ragazzaccio, che aggiunge alla propria filmografia già comprendente il demenzial-demente Fuga di cervelli e l’on the road Tutto molto bello.

Stavolta, però, niente trame tragicomiche per inscenare una vicenda di cyber bullismo cavalcando l’onda del periodo pandemico del Covid-19.

Interpretato dall’Alessandro Bisegna di In vacanza su Marte, il giovane Mattia è uno studente di liceo cui atteggiamento è sempre mal visto da insegnanti e docenti, considerata la sua poca indole all’attenzione e all’apprendimento scolastico. Neanche nel mezzo del lockdown intende migliorare i propri orizzonti, comportandosi sempre con notevole distacco e mostrando disinteresse nei riguardi della scuola e degli insegnamenti a distanza a cui è obbligato. A ciò non aiutano neppure i rapporti con la propria famiglia, composta da una madre angosciata dalla pandemia, Cinzia (Sabrina Impacciatore), e da un padre medico, Piero (Massimo Ghini), che, a causa delle esigenze sanitarie, non è mai presente in casa. Sullo sfondo di questo contesto Mattia avrà modo di conoscere una nuova parte di se stesso affrontando nuovi tormenti personali, tra l’amore per una compagna di scuola, Lucia (Jenny De Nucci), e il rapporto di crescita con le lezioni del professore Roncucci (Giuseppe Fiorello), nel serio tentativo di trovare un modo per far svanire il bullo che è in lui.

Con sguardo secco e per lo più privo di ironia, Ruffini regista mette dunque in piedi tramite Ragazzaccio in un prodotto destinato alle masse dei giovani parlando di argomenti scottanti legati al loro mondo e immergendoli nel periodo del lockdown da Covid-19; e, giocando su queste due tematiche, l’operazione si districa in un paio di direzioni, traendo una morale relativa sia al complicato universo degli studenti odierni, oppressi da crisi familiari e comportamenti inaccettabili agli occhi degli adulti, sia a cosa eravamo e siamo divenuti dopo la lunga pandemia che abbiamo affrontato.

Ruffini regista intende non prendersi mai gioco dello spettatore, mostrando uno sguardo serioso e solido quando occorre e solcando il contesto sociale con la massima credibilità. A cominciare dalla scelta di ambientare l’intero film in opprimenti interni, salvo sporadiche riprese all’esterno nei titoli di testa. Mentre la narrazione tende ad analizzare debolezze e pregi del microcosmo giovanile.

In conclusione, Ragazzaccio si rivela la migliore delle prove registiche di Ruffini, capace di  essere didattica come promette e vantante le partecipazione di un Fiorello in versione insegnante, di un Ghini figura paterna e di una brava Impacciatore. Un “adulto” contorno recitativo che spalleggia a dovere gli attori in erba Bisegna e De Nucci (nota influencer famosa tra i giovanissimi), come anche il drastico contesto studentesco descritto, che vive di solo smartphone, tecnologie e invadenti nomignoli.

Edito in dvd da Mustang Entertainment (www.cgtv.it) con ricca sezione extra: il trailer, il videoclip della canzone Ragazzaccio di Francesco Sarcina, quasi venti minuti di intervista a Ruffini, tre di backstage, circa dieci di conversazione con Bisegna e tre brevi clip in cui prendono rispettivamente la parola Giuseppe Fiorello, Massimo Ghini e Sabrina Impacciatore.

 

 

Mirko Lomuscio