In dvd il conflitto afgano secondo Belva di guerra, diretto da Kevin Reynolds

Dopo aver esordito nel 1985 con la commedia cult Fandango, il regista Kevin Reynolds decide di bissare l’esperienza, portando sui grandi schermi un’opera tratta dalla pièce teatrale di William Mastrosimone intitolata Nanawatai.

Ecco quindi che nel 1988 vide la luce Belva di guerra, film bellico ambientato durante il conflitto afgano dei primi anni Ottanta e riguardante un pugno di soldati sovietici messi alle strette da un gruppo di ribelli abitanti dell’Afganistan.

Aprendo la visione con una citazione da Rudyard Kipling (“Quando sei ferito e abbandonato sulle pianure afghane e le donne vengono a tagliare a pezzi i tuoi resti, rotola verso il fucile, fatti saltare le cervella e raggiungi il tuo Dio come un soldato”), il film è sceneggiato dal medesimo autore del materiale d’origine e si svolge nel 1981. Dopo aver raso al suolo un piccolo villaggio, un carro armato russo avanza per la sua strada sotto il comando dello spietato Daskal (George Dzundza). Tra i commilitoni vi è anche l’ufficiale Konstantin Koverchenko (Jason Patric), che controvoglia combatte questa guerra, anche a costo di mettersi contro il proprio patriottismo. Disperso nel mezzo del deserto, il cingolato, però, presto deve vedersela con forze ribelli guidate dal coraggioso Khan Taj (Steven Bauer). E, in una lotta sanguinaria che vedrà i soldati russi non solo impegnati in una dura battaglia, ma anche messi a confronto  con la cruda realtà delle azioni svolte finora, per Koverchenko scegliere da che parte stare rappresenterà la decisiva svolta esistenziale.

Titolo anni Ottanta mai abbastanza citato, forse perché rientrante in un’epoca in cui andavano per la maggiore azioni rambesche e trame belliche a sfondo vietnamita, Belva di guerra è ancora oggi un oggetto dalla originale resa visiva, con una narrazione tendente sempre più a calare i protagonisti in un contesto teatrale.

Reynolds decide quindi di dedicare grande attenzione ai caratteri, dal Konstantin di Patric al Taj di Bauer, senza dimenticare che il resto del cast comprende i validissimi Dzundza, Stephen Baldwin, Don Harvey ed Erik Avari nei panni dei soldati russi; mentre, tra i ribelli afgani, trova spazio anche il Kabir Bedi del nostro Sandokan. E, pur non poggiando esclusivamente sull’animo action del caso, Belva di guerra gioca su un ritmo coinvolgente, senza mai lasciar avvertire momenti morti. Anzi, le parole contano più delle pallottole che vengono sparate, in modo da descrivere appieno la situazione politica ed esistenziale che caratterizzava il micidiale conflitto afgano.

La brutalità, il cinismo, l’egemonia militare, tutti elementi delineati a dovere e portati a galla da una situazione scottante che si è poi protratta per lungo tempo, divenendo spunto per altre opere mirate, però, esclusivamente all’intrattenimento (si pensi al contemporaneo Rambo 3).

Edito in dvd da CG Entertaniment (www.mustangentertainment.it), in collaborazione con Sony Pictures Home Entertainment.

 

 

Mirko Lomuscio