In dvd il degrado umano di Amore acido, diretto da Dario Almerighi

Digitmovies rende disponibile su supporto dvd Amore acido, terzo lungometraggio diretto dal Dario Almerighi che, dopo aver debuttato nella regia grazie a 42 – 66 – Le origini del male, datato 2017, è tornato dietro la camera tre anni più tardi con Me and the devil.

Un terzo lungometraggio che, un po’ come i due precedenti, non manca affatto di tirare colpi bassi allo spettatore.

Del resto, è un vero e proprio viaggio nel degrado umano quello in cui ci accompagna il cineasta romano attraverso la vicenda di un individuo impegnato ad eseguire crimini in giro per la città con il solo obiettivo di guadagnare al fine di andare via dal posto; mentre a mettere a dura prova il suo percorso provvedono sia un folle amico con le sue droghe, sia una misteriosa donna sfregiata dall’acido che lo segue.

In un’ora e venti circa di visione tramite cui si tenta di unire l’orrore al romanticismo (non a caso, durante la narrazione viene osservato che il mondo gira intorno all’odio e all’amore) miscelando violenza da strada, deep web e sostanze stupefacenti psichedeliche.

Un’ora e venti circa di visione che, girata in guerrilla style, quindi in un certo senso clandestinamente e con il minimo indispensabile scenografico a disposizione, non manca di suggerire che la vita umana è distrutta e creata per volere, per soldi; man mano che si sguazza in mezzo a spargimenti di liquido rosso, corpi fatti a pezzi e perfino un’evirazione.

Senza contare una fellatio con testa mozzata forse in qualità di omaggio all’Alta tensione firmato nel 2003 dal francese Alexandre Aja.

Un film, Amore acido, che se fosse stato realizzato oltreoceano avrebbe probabilmente affiancato titoli più o meno di culto appartenenti alla più “brutta”, sporca e cattiva cinematografia underground metropolitana, tra un Combat shock di Buddy Giovinazzo e un Deadbeat at dawn di Jim Van Bebber.

Una cinematografia tempestata di squallidi e cinici personaggi proprio come quelli proposti da Almerighi, il quale ricorre oltretutto ad una straniante colonna sonora che provvede ad impreziosire ulteriormente il tutto.

Con sezione extra del disco rappresentata dal trailer e da sette minuti di intervista al regista e ai due bravi protagonisti Fabrizio Bordignon e Alfredo Angelini (anche produttore dell’operazione insieme al buon Dario).

 

 

Francesco Lomuscio