Archiviata la “trilogia dell’alienazione” costituita da L’avventura, La notte e L’eclisse, il grande regista Michelangelo Antonioni decise nel 1964 di passare al cinema a colori sperimentando un tipo di cromatura fotografica che risultasse consona alla sua poetica e alla sua narrazione dai tempi silenziosi, dilatati e profondi.
Sperimentazione che ha portato alla concretizzazione de Il deserto rosso, titolo fondamentale della sua filmografia, storia della infelice moglie di un dirigente industriale.
Giuliana, per la precisione, interpretata dall’immancabile Monica Vitti, la quale è coniugata con Ugo alias Carlo Chionetti vivendo un matrimonio che l’ha portata anche a tentare il suicidio per depressione.
Uno stato d’animo che la spinge sempre più a cercare se stessa e ad allontanarsi dalla vita che conosceva, arrivando addirittura ad instaurare un rapporto confidenziale con il Corrado Zellner di Richard Harris, amico e collega di Ugo.
Il Corrado con il quale sente di legare sempre più uno scambio emotivo spinto ad andare oltre, sebbene anche questa via di fuga potrebbe rivelarsi per Giuliana un altro passo falso della sua quieta esistenza.
Con uno sguardo unico nel mondo della Settima arte, dunque, Antonioni grazie a Il deserto rosso realizza un’opera immortale per concezione e visione filmica, colpendo nel segno tramite l’utilizzo di una fotografia ancor oggi splendida per la maniera in cui riesce ad esaltare i colori accesi e ben amalgamati; una dedizione cromatica resa dal grande Carlo Di Palma, che segna qui un punto di non ritorno del cinema italiano (e mondiale).

Inoltre Il deserto rosso è uno spaccato di vita che rispecchia determinate psicologie dell’epoca attraverso un’ambientazione plumbea e invernale resa da una Ravenna grigia e nel pieno di uno sviluppo industriale; contesto che si rende utile per la descrizione diretta che fa Antonioni nell’approfondire la tragica esistenza della protagonista Giuliana.
Protagonista che vive nell’espressività e nella profondità di sguardi della grande Vitti, la quale qui porta in scena un’altra delle sue figure tragiche al servizio del regista, prima di intraprendere definitivamente un percorso artistico votato alla Commedia all’italiana.
A completamento dell’ottimo cast troviamo il grande Harris in una sua escursione internazionale e volti meno noti, molti alla loro unica esperienza cinematografica, a partire da Chionetti.
Una scelta effettuata per conferire autenticità alla storia e allo svolgimento de Il deserto rosso, scritto da Antonioni stesso insieme al leggendario Tonino Guerra (Amarcord, La decima vittima, Il caso Mattei).
Vincitore del Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia e di un Nastro d’argento per la miglior fotografia, grazie a Mustang Entertainment il film è edito in dvd in versione restaurata curata con il contributo di Di Palma stesso, arricchito anche da diversi contenuti speciali: una galleria fotografica, cinque minuti di presentazione di Maurizio Porro, sette di documentario Cinema Forever, sette di Cinecronaca e cinque di estratto d’epoca di Ieri, oggi, domani.