Personaggio che si è aperto innanzitutto una carriera di attore interpretando titoli come Il principe di Homburg di Marco Bellocchio, Il fantasma dell’opera di Dario Argento e Vita di Pi di Ang Lee, l’italiano Andrea Di Stefano dal 2014 è stato poi capace di costruirsi un ulteriore percorso artistico divenendo regista di un trittico di pellicole acclamate dal dramma criminale di Escobar, interpretato da Benicio Del Toro, al carcerario The informer – Tre secondi per sopravvivere, con protagonista Joel Kinnaman, titoli di produzione statunitense ai quali se ne è aggiunta quella tutta italiana L’ultima notte di Amore, padroneggiata dal nostro Pierfrancesco Favino.

Di nuovo in collaborazione con quest’ultimo, nel 2025 Di Stefano porta quindi a compimento la sua quarta regia ispirandosi ad accenni autobiografici della sua infanzia, come la sua passione per il tennis: Il maestro, opera che si ambienta negli anni Ottanta.

Un on the road che mette sullo stesso piano due animi distanti per età, ma molto simili in fatto di obiettivi: un adulto ex promessa del mondo delle racchette e un bambino che tenta di divenire a sua volta promessa dello stesso sport.

Essi sono Raul Gatti (Favino) e il piccolo Felice Milella (Tiziano Menichelli): il primo viene assunto dal padre del ragazzino in modo che quest’ultimo, promessa del mondo regionale di tennis, possa poi anche spadroneggiare a livello nazionale. Entrambi in viaggio per affrontare i vari contest che li attendono, sia Raul che Felice apprenderanno sempre più cose l’uno dall’altro, scoprendo il concetto di vincere nello sport come anche nella vita, perché sempre più duro colpisce questa e sempre più pronto devi farti trovare in ogni istante, campo o set di gioco.

Virando il proprio cinema verso uno sguardo più intimista del solito, con Il maestro il buon Di Stefano mette dunque in scena un’opera ricca di drammaturgia e sentimento, dove gli animi umani dei due protagonisti prevalgono su ogni elemento mostrato.

Ovviamente riempie lo schermo l’onnipresente Favino che, nei panni dell’ex campione di tennis Raul Gatti, porta in scena una sua ennesima maschera dialettale con accento del sud, pregna di sfaccettature emotive che vanno dalla purezza d’animo alla sfrontatezza più totale, arricchendo così un carattere iconico, rappresentante uno sguardo che amalgama amore per lo sport con debolezze della vita.

Gli fa da spalla il giovanissimo Menichelli, il quale tiene testa a Favino nonostante l’età e riesce a dare un degno contraltare ricco di purezza nel confronto che il film crea tra Felice e l’imprevedibile Gatti.

Il maestro è una visione compiuta e sentita, atta a regalarci un elaborato che vive di regia diligente realizzata dal buon Di Stefano, confermandosi qui anche bravo gestore di emozioni drammatiche dure e pure. Completano il cast Valentina Bellè, Paolo Briguglia, Roberto Zibetti e una ritrovata Edwige Fenech.

Edito in dvd grazie a CG Entertainment (www.cgtv.it), con cinque minuti di Backstage e le tre brevi featurette intitolate Sceneggiatura, Costumi e Scenografia quali contenuti speciali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner