In dvd Jean Dujardin nei due capitoli conclusivi della trilogia dedicata all’agente speciale 117

Dopo il successo ottenuto nel 2006 da Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Missione Cairo al box office francese, acclamato addirittura dalla critica, era inevitabile che il regista Michel Hazanavicius e il protagonista Jean Dujardin tornassero ad occuparsi sul grande schermo della rilettura ironica del mitico agente OSS 117 creato dallo scrittore Jean Bruce.

Nel 2009, infatti, è arrivato Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Missione Rio, che, seguìto dodici anni più tardi da Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Allerta rossa in Africa nera, diretto dal Nicolas Bedos autore del premiato La belle époque, è ora disponibile come quest’ultimo titolo su supporto dvd targato Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it). Entrambi con il trailer quale contenuto speciale.

 

Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Missione Rio (2009)

Siamo alla fine degli anni Sessanta. Dopo aver completato una delle sue mirabolanti missioni nel cuore di Gstaad, l’agente speciale Hubert Bonisseur de La Bath (Dujardin) si vede affibbiare un ulteriore incarico: andare in Brasile, a Rio de Janeiro, per scovare un ufficiale nazista che si è nascosto da quelle parti dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Tra una ricerca e l’altra andrà incontro ad una serie di pericoli e trappole, riuscendo a cavarsela con il suo solito carisma unito ad un pizzico di leggerezza, mentre porterà al proprio fianco una bellissima agente del Mossad, Dolorés Koulechov (Louise Monot), anch’ella alla ricerca del temuto ufficiale tedesco.

Come un vulcano in piena, ricco di idee e situazioni interessanti da sfoggiare, questo primo sequel rivela dietro la macchina da presa un Hazanavicius di nuovo ispirato e sorretto dalla bravura del magnetico Dujardin, entrambi divertiti dall’idea di dover portare ancora una volta in fotogrammi una parodia dell’epoca descritta. Epoca totalmente derisa per le varie rigide ideologie che la caratterizzavano (falso moralismo, tanto maschilismo, duro sessismo). Insomma, un modo divertente per poter osservare che, forse, quelli non sono stati “i migliori anni della nostra vita”.

 

Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Allerta rossa in Africa nera (2021)

Catapultato nei primi anni Ottanta, l’agente speciale Hubert Bonisseur de La Bath (Dujardin) si trova ad avere a che fare con un altro incarico importante, da svolgere niente di meno che nel Continente Nero: sventare un complotto internazionale cercando di socializzare con gli abitanti del luogo, nonostante le sue battute anticonvenzionali, e riuscendo a risolvere il grande intrigo che si cela dietro questo gioco di potere. Ad affiancarlo è stavolta il giovane collega OSS 1001 (il Pierre Niney visto in 20 anni di meno e Yves Saint Laurent), suo grande estimatore ma destinato a scoprire come Hubert sia un uomo al di là del pensabile, ridicolo in superficie e ancor più inimmaginabile nel profondo. Comunque persona con alle spalle una reputazione più unica che rara.

Sostituito Hazanavicius – ormai premio Oscar per The artist – al timone di regia, Bedos si rivela in grado di tenere alto l’umore del caso, gestendo con fare esplosivo l’irriverente ironia del protagonista, innanzitutto grazie ai semi di ridicolo razzismo disseminati nelle ideologie dell’Hubert del grande Dujardin. Una carta vincente, poi, risulta la partecipazione del giovane Niney, i cui duetti con Dujardin sono tutti da godere; man mano che, ancor più rispetto ai due film precedenti, si chiude il cerchio relativo ad ogni associazione col ricercato universo bondiano, scherzando a più non posso sulle caratteristiche tipiche del cinema di James Bond (incipit e titoli di testa fanno un ridicolo verso alle pellicole di 007). E si conclude quindi degnamente una trilogia colorata, ritmata, ispirata e, soprattutto, graffiante e tutta da ridere.

 

Mirko Lomuscio