In dvd la graffiante satira di Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica di Lina Wertmüller

Nel pieno degli anni Novanta una regista come Lina Wertmüller deve essersi trovata al cospetto di una inevitabile nuova ispirazione cinematografica, considerato il momento politico che l’Italia stava vivendo (la Lega, l’ascesa di Silvio Berlusconi, la nascita dell’Ulivo).

Nota per essere sempre stata un’autrice capace di graffiare attraverso risate al vetriolo per quanto riguarda la satira politica, la colei che ci regalò Mimì metallurgico ferito nell’onore decise quindi nel 1996 – dopo aver realizzato l’incantevole Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio e il sensuale Ninfa Plebea –  rimettere mano ad una trama comica che potesse scavare a fondo sulle diversità ideologiche di due protagonisti, proprio come avvenne con l’accoppiata formata da Giancarlo Giannini e Mariangela Melato nell’indimenticato Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.

Titolo grammaticalmente kilometrico (marchio di fabbrica della Lina Wertmüller), Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica getta una storia ironica nel mezzo di un’Italia in via di cambiamenti, verso la completa trasformazione del paese che oggi tutti conosciamo. Ne sono protagonisti un Tullio Solenghi lontano dalla gloria del noto “trio” di cui fece parte insieme a Massimo Lopez e alla compianta Anna Marchesini e l’allora nuova scoperta verdoniana Veronica Pivetti, considerato il suo exploit nel precedente Viaggi di nozze, nonché sorella dell’ex presidente della camera Irene Pivetti.

I due ricoprono rispettivamente i ruoli di Tunin Gavazzi e Rossella Giacometti, il primo un operaio esponente del partito Rifondazione Comunista, la seconda parrucchiera devota al nuovo pensiero leghista, i quali si incontrano dopo le elezioni del 1994, mentre l’intero paese è preso nei festeggiamenti per la vittoria del centrodestra.

Tale incontro fa nascere tra i due opposti un sentimento assurdo, fatto di completo turbamento sessuale e anche senso di regressione, una condizione mentale che li rende protagonisti di un gioco d’amore che amplia le proprie vedute verso altri soggetti che li circondano; come Zvanin (Gene Gnocchi in uno dei suoi pochi ruoli cinematografici), amico di Tunin, il quale rischia di tradire la propria causa politica pur di farsi travolgere da una nuova passione, proprio come sta accadendo a Gavazzi.

Prima donna regista ad essere stata candidata agli Oscar e recentemente lodata della medesima statuetta  con un premio alla carriera, la Wertmüller riporta tramite Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica il proprio cinema nel pieno del puro divertissement ideologico, creando una storia che sa di pochade e guarda, al contempo, all’universo di Giovannino Guareschi, ambientazione romagnola compresa (Don Camillo e Peppone erano sindaco comunista e un prete, qui abbiamo un fedele a Rifondazione e una leghista)

E, una volta messe le carte in tavola, l’opera della Lina nazionale prende propria vita grazie alle ruspanti interpretazioni di Solenghi e Pivetti, specchio di quello che furono Giannini e la Melato nei titoli anni Settanta della regista di Pasqualino Settebellezze, veri e propri mattatori della scena. Alimentando il lato satirico del travolgente script concepito dalla Wertmüller stessa affiancata da Leo Benvenuti e Piero De Bernardi.

Rispettivamente nei panni delle mogli di Tunin e Zvanin, poi, le grandi Piera Degli Esposti e Cinzia Leone completano il cast di Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica, edito in dvd da Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it).

 

Mirko Lomuscio