
Da sempre attivissima nel recupero su supporto digitale di cult e stracult appartenenti alla cinematografia di genere del passato, Digitmovies Cinema lancia su supporto dvd Le viziose e Fantasmi a Hollywood.
Il primo sfornato negli anni Settanta, il secondo appartenente al decennio successivo, entrano entrambi a far parte della collana Fright Vision della label, oltretutto in due diverse versioni riposte in unico disco.
Le viziose (1975)

Autore di racconti erotici per una rivista destinata al pubblico degli adulti il cui direttore, parallelamente, organizza all’interno del castello di un conte simulazioni di riti satanici, il prete spretato Vogel, in preda ad una forma di paranoia mistico-religiosa e convinto che tali cerimonie siano vere, decide di esorcizzarne e punirne i protagonisti.
Ed è il regista stesso Jess Franco – prolifico, compianto cineasta iberico scomparso nel 2013 e cui dobbiamo, tra gli altri, Il diabolico dottor Satana, Una vergine tra i morti viventi, Il cacciatore di uomini e I violentatori della notte – a vestire i panni del sanguinario ex sacerdote in quello che, comprendente nel cast anche l’immancabilmente nudissima consorte Lina Romay, è conosciuto inoltre con il titolo The exorcism ed è circolato in più versioni, tra cui il rimontaggio datato 1979 El sádico de Notre-Dame e quello hardcore Sexorcismes. Del resto, pellicola exploitation tipicamente franchiana, Le viziose non provvede altro che ad immergersi in un’atmosfera decisamente malata al fine di inanellare immagini di orge, sesso saffico (e non solo) in abbondanza e qualche momento trasudante liquido rosso e sadica violenza che ancora oggi provocano il loo ricercato effetto di disgusto.
Con doppia fascetta e il trailer originale quale contenuto speciale, il dvd in questione ce lo propone sia nella versione della durata di meno di un’ora e dieci minuti nota come Demoniac che in quella di oltre un’ora e mezza: Le viziose, appunto, le cui scene inedite sono state ripristinate in lingua originale fornita di sottotitoli italiani.
Fantasmi a Hollywood (1987)

In grosse difficoltà economiche e disperatamente in cerca di concludere la realizzazione del loro primo film horror, i cugini Warren e Fred apprendono che il primo è beneficiario dell’eredità dell’avido nonno deceduto anni prima: un vecchio orologio al cui interno, in realtà, alberga lo spirito del maggiordomo del defunto, pronto a manifestarsi per poi raccontare ai due di un tesoro nascosto nell’abitazione in cui viveva l’anziano parente passato a miglior vita.
Ed è all’interno di un pupazzo animatronico concepito da Fred – interpretato da Tim McDaniel – che si trasferisce il fantasma nel corso di quello che è il terzo lungometraggio diretto dal tedesco Roland Emmerich, poi fattosi conoscere dal grande pubblico grazie a blockbuster quali Stargate e Independence day. Pupazzo piuttosto simile nel look a quello che il regista aveva già sfruttato nel precedente Joey, una storia meravigliosa e che qui, con il Jason Lively di Dimensione terrore nei panni di Warren e, in quelli della bella Laurie Sanders, la Jill Whitlow proveniente dallo stesso zombie movie, viene posto a fanta-corredo di un’atipica commedia giovanilistica immersa in lampi di luce e cromatismi tipicamente anni Ottanta in aria di estetica da videoclip. Senza contare visioni del super classico La notte dei morti viventi e lo scontro con un’armatura che prende vita… mentre si fa sentire una certa influenza proveniente da Steven Spielberg e, soprattutto, Joe Dante.
Con il trailer originale quale extra e due diversi montaggi inclusi nel disco: internazionale di ottantacinque minuti e originale di centosette, caratterizzato da scene inedite fornite di sottotitoli italiani.

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