In dvd le insostenibili atrocità di Philosophy of a knife

All’interno della sempre più ricca collana Spasmo Video, Digitmovies mette a segno l’ennesimo colpaccio rendendo disponibili in unico dvd – in versioni originali provviste di sottotitoli italiani – le due lunghe parti che costituiscono Philosophy of a knife, diretto nel 2008 dal russo Andrey Iskanov, autore di Nails e Visions of suffering.

Circa quattro ore e un quarto di insostenibile visione mirate a ripercorrere uno dei capitoli più orrendi nella storia della violazione dei diritti umani, tanto da convincere lo spettatore che l’uomo non possa esimersi dall’essere considerato la creatura più mostruosa esistente sulla Terra.

Circa quattro ore e un quarto la cui prima parte apre con una decapitazione che, anticipando i titoli di testa, rappresenta, forse, il momento maggiormente “leggero” dell’elaborato, destinato a ripercorrere tra immagini di repertorio, ricostruzioni in bianco e nero e testimonianze di un anziano sovietico ciò che accadde durante la Seconda Guerra Mondiale in Manciuria, dove si trovava l’Unità 731.

Ufficialmente laboratorio per la cura e la prevenzione delle epidemie, quest’ultimo era in realtà un lager in cui vennero compiute atrocità indicibili su prigionieri di guerra e civili attraverso esperimenti disumani.

Esperimenti volti alla folle ricerca di nuove armi batteriologiche che il Giappone voleva creare per il proprio esercito; da quelli atti a scoprire quanto un soldato potesse resistere se ferito in zone vitali all’impressionante, lunga tortura odontoiatrica dei denti strappati l’uno dopo l’altro ad una povera donna.

Man mano che un delirio di violenza e orrore che mette a dura prova i nervi e lo stomaco di chi s’imbatte nella fruizione delle due parti di Philosophy of a knife prende forma mostrando addirittura corpi di bambini uniti attraverso shockanti interventi chirurgici, aborti e, non ultimo, uno scarafaggio inserito all’interno di una vagina.

All’insegna di quello che, comprensivo anche di scuoiamenti assortiti, appare in qualità di sorta di mix tra mockumentary e body horror reso ancor più disturbante dall’ossessivo accompagnamento della colonna sonora.

Con il trailer e un’introduzione del cineasta indipendente Alex Visani a fare da contenuti extra al disco.

 

 

Francesco Lomuscio