In dvd le scottanti commedie italiane Una questione d’onore e Stato interessante

Graffiante, sarcastica, senza mezzi termini e anche diretta, la Commedia italiana è stata capace di mettere in scena nel corso degli anni una serie di pellicole in grado di mettere alla berlina argomenti scottanti, portando alla luce problematiche tutte italiane legate ad un certo pensiero ormai lontano dal nostro presente, ma che sembrano comunque ancora testimoniare la contraddittoria moralità del nostro paese.

Due nuove uscite su supporto dvd targate Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it) provvedono a ricordarci quanto essa riuscì a spingersi in più occasioni decisamente oltre, andando a toccare argomenti solitamente legati a vicende drammatiche: Una questione d’onore di Luigi Zampa, interpretato dal mattatore Ugo Tognazzi, Stato interessante di Sergio Nasca, lungometraggio a episodi dal ricco cast.

 

Una questione d’onore (1966)

In una Sardegna quasi da Far West, dove vige la legge del più forte e meno impavido, come anche del più prepotente, assistiamo alle vicissitudini dello scapestrato Efisio Mulas (Tognazzi), che per andare avanti svolge alcuni lavoretti per conto di don Leandro Sanna (Bernard Blier), potente uomo che vive una faida centenaria con l’altra potente famiglia della zona, i Porcu, capitanati dai fratelli Egidio (Franco Fabrizi) e Alvaro (Arturo Maghizzano). Tutto prende una piega assurda quando Efisio viene incaricato da Sanna di uccidere Egidio Porcu, trovandosi ad avere a che fare con delitti d’onore e l’amore per la propria moglie Domenicangela Piras (Nicoletta Machiavelli), uscita dalla prigione dopo un lungo periodo.

Sempre con occhio puntato verso le contraddizioni della sua Italia, dopo averci parlato di argomenti scottanti tramite La romana, Il vigile e Gli anni ruggenti, Luigi Zampa nel 1966 rivolge la sua totale attenzione alla questione del “delitto d’onore”, descrivendo con questo film un microcosmo sardo dall’andamento retrogrado e mal devoto al progresso morale. Un titolo che ha ovviamente riscosso le prevedibili critiche per questa descrizione che, in verità, faceva parte di un soggetto steso da Enzo Gicca Palli inizialmente ambientato in Sicilia. Ambientazione poi cambiata per problemi produttivi prima delle riprese, su script di Gicca Palli e Zampa stessi, più le garanzie Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. E bisogna dire che ancora oggi, nel XXI secolo, questo film riesce a toccare per ciò che descrive, portando il punto di vista maschilista dei personaggi descritti alla berlina di una commedia parecchio grottesca, sorretta da un Tognazzi in gran forma, affiancato dai validi volti della Machiavelli, di Blier, di Fabrizi e del caratterista d.o.c. Leopoldo Trieste.

Presentato in concorso al Festival di Berlino.

 

Stato interessante (1977)

Tre episodi che parlano di gravidanze e di aborto, a cominciare da quello in cui l’industriale Federico (Duilio Del Prete) ha una storia con la bella cognata Carla (Janet Agren), entrambi coinvolti in giochetti di ruolo che danno la loro giusta ispirazione sessuale; fino a quando lei, il cui marito Ignazio (Quinto Parmeggiani) è sterile, rimane gravida, portando l’amante ad ingegnare un viaggio in Svizzera per farle interrompere la gravidanza in una clinica ed evitare così uno scandalo in famiglia. Prima che si passi alla vicenda della studentessa e convinta femminista Annabella La Monica (Monica Guerritore), la quale porta in grembo il seme di un amore avuto con un giovane brasiliano e che, decisa a tenere il bambino per crescerlo da sola, si scontra con l’opposizione del rigido padre Domenico (Turi Ferro): un democristiano in corsa per la carica di sindaco che la porta dal fratello medico Gaetano (Franco Fabrizi) per farle effettuare un aborto attraverso uno stratagemma. E si conclude con i coniugi baraccati Fernando (Enrico Montesano) e Patrizia (Adriana Asti), i quali da circa otto anni attendono l’autorizzazione ad ottenere un appartamento nelle case popolari; mentre, con già tre figli a carico, ne aspettano un quarto in arrivo, scegliendo però di perderlo senza calcolare le tragiche conseguenze.

Cercare di fare ironia sul concetto di “aborto” è cosa veramente ardua, ma con questo lumgometraggio a episodi Nasca tende a voler andare oltre il semplice sorriso, lasciando anche spazio a pensieri e riflessioni. Inscenando una serie di siparietti coniugali e familiari, poggia il tutto sui suoi calibrati interpreti per uniformare le storie raccontate, senza rinunciare a determinati colpi bassi (il finale della terza, per esempio).

Nota curiosa: la sceneggiatura dei primi due episodi vanta il contributo del noto showman Maurizio Costanzo, all’epoca coinvolto nella stesura di svariati script (La casa dalle finestre che ridono, L’altra metà del cielo, Una giornata particolare).

 

Mirko Lomuscio