In dvd l’intenso Mr. Long, nuovo film del regista SABU

Di killer dal cuore d’oro sullo schermo ne abbiamo visti tanti, grazie a trame capaci di mettere sullo stesso piano il codice d’onore di un qualsiasi sicario con le forti emozioni di un intreccio sentimentale ben congegnato. Lo ha fatto il francese Jean-Pierre Melville, nel 1967, con l’intramontabile Frank Costello faccia d’angelo, per poi ripeterlo il maestro cinese John Woo con il caposaldo del cinema action The killer, nel 1989, e, alla fine, Luc Besson nel suo successo tutto internazionale del 1994: Léon.

Dal Giappone è arrivato in Italia nel 2018 un film caratterizzato da un plot analogo: Mr. Long di SABU (al secolo Hiroyuki Tanaka), autore orientale famoso per titoli come Drive e Happiness, che sfrutta il binomio noir/sentimenti con un protagonista sì pericoloso, ma, al contempo, capace di gesti altamente umani.

Lui è il taiwanese Long, interpretato da Chang Chen, ed è il migliore in campo, un assassino letale capace di uccidere chiunque tramite la lama del suo coltello, richiesto nel settore da qualsiasi malavitoso intenzionato a voler chiudere i conti col proprio avversario. Un giorno gli viene affidato un incarico da svolgere in Giappone, dove deve far fuori un potente boss, ma l’operazione non va per il verso giusto e il killer letale trova rifugio in un piccolo villaggio, un posto quasi disabitato. Qui alcune persone lo accolgono come un uomo dalle doti culinarie innate, tanto che Long apre un’attività propria pur di racimolare i soldi per poter andare via. Ma fondamentale si rivela l’incontro con il piccolo Jun (Runyin Bai) e la madre tossicodipendente Lily (Yiti Yao), i quali portano nello spietato assassino un barlume di felicità, un’emozione lontana dal suo tenore di vita. Perché la sua esistenza è sempre stata tempestata di soli pericoli e omicidi da compiere. E quando si è trascorsa una vita in questo modo, è difficile sfuggire al proprio destino.

Passato al sessantasettesimo Festival internazionale del cinema di Berlino, Mr. Long è un’ulteriore conferma delle doti poliedriche che appartengono alla narrativa di SABU, qui creatore di un racconto di redenzione sofferta miscelando momenti forti, dolci parentesi ironiche e puro sentimentalismo.

Un lungometraggio che arriva dritto al cuore grazie alla sua grazia visiva ed emotiva, utilizzando un nutrito gruppo di personaggi appartenenti al percorso di vita che avvolge l’emblematico protagonista, reso da un Chen glaciale e profondo, fondamentale per i buoni risultati finali.

Si fondono l’arte della cucina con quella di uccidere nell’opera di SABU, il tutto purché a fine visione, si arrivi ad avvertire piacevolmente l’allegoria relativa alla scoperta di una redenzione ricercata, un tragitto che vede nel mezzo le storie di un gruppo di protagonisti destinati a sentirsi soli, ma che, insieme, sanno di poter riuscire a trovare uno spiraglio, un’uscita per l’agognata felicità.

Per arrivarvi, però, SABU non risparmia colpi bassi che fanno a meno del romanzato, tanto che, a tratti, Mr. Long manifesta anche i connotati di un prodotto d’intrattenimento, memore in un certo senso della poetica di un Park Chan-wook o Takashi Miike del caso, ma tirando fuori un animo personale, capace di farsi rispettare su ogni fronte artistico del caso.

Edito in dvd per CG Entertainemnt (www.cgentertainment.it), il film è disponibile su supporto dvd con il trailer quale extra… e, una volta che lo avrete visionato, non potrete fare a meno di affermare che il vero cinema sia da queste parti!

 

 

Mirko Lomuscio