In dvd l’irriverente ironia di Rag. Arturo De Fanti bancario-precario con Paolo Villaggio

Non solo Fantozzi! A cavallo tra la fine degli anni settanta e l’inizio del decennio successivo l’accoppiata Paolo Villaggio/Luciano Salce portò sui grandi schermi anche pellicole non riguardanti lo sventurato ragioniere al servizio dell’ufficio sinistri, come il morbosamente ironico Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno, l’assurdamente sarcastico Il…Belpaese e Rag. Arturo De Fanti bancario-precario.

Datato 1980, quest’ultimo è un titolo che, come di consueto, fonde l’ironia irriverente di Villaggio e Salce in una trama che fa dell’assurdo un vero e proprio cavallo vincente, proprio come nelle avventure fantozziane.

La storia portata in scena è quella del bancario Arturo De Fanti (Villaggio), che vive in casa con la moglie Elena (Catherine Spaak) e ai quali si aggiunge la governante Esmeralda (Enrica Bonaccorti), abituatasi a campare a scrocco in attesa degli arretrati che le spettano. Pressato da una situazione schiacciante a livello economico, l’uomo decide di aiutare Elena mettendo in casa un’altra donna che possa supportarla nei servizi: l’attricetta Vanna (Annamaria Rizzoli), amante di Arturo e il cui obiettivo è far risparmiare su determinate spese i padroni di casa. Tutto in accordo tra il bancario stesso e la moglie. Ma la situazione però comincia a degenerare, favorendo l’ingresso, nell’abitazione, di diverse altre sagome tragicomiche, tra cui l’amante di Elena, Willy (Gigi Reder), la consorte di quest’ultimo, Selvaggia (Anna Mazzamauro), e il pericoloso Libero Catena (Carlo Giuffrè), marito di Vanna.

Cavalcando l’onda della satira dura e pura, Salce con Rag.Arturo De Fanti bancario-precario Salce mette a segno un’altra sua opera trasudante umorismo corrosivo, capace di scrutare nella situazione generale dell’italiano medio grazie ad una sequela di riuscite gag. E l’Italia raccontata è quella dei primissimi anni Ottanta, messa alla berlina in questa commedia dai toni esagerati sfiorando la demenzialità vera e propria e inscenando un canovaccio quasi teatrale (script steso dal regista stesso insieme a Ottavio Alessi e Augusto Caminito) che aiuta l’economica dell’ottima messa in scena.

La crisi economica, gli anni di piombo (da antologia le demenziali rapine nella banca dove lavora il protagonista), la morale domestica delle coppie dell’epoca. In Rag.Arturo De Fanti bancario-precario trova spazio ogni tipo di argomento degno di essere deriso attraverso il giusto sarcasmo, riconfermando il modus operandi vincente di Salce e Villaggio, capaci di di imprimere tracce di analisi sociale anche tra le righe di una gag comica e di qualche siparietto sexy affidato al trittico Spaak/Rizzoli/Bonaccorti.

Arricchisce ulteriormente il lungometraggio la presenza di un cast degno di nota che, oltre ai già rodati fantozziani Mazzamauro e Reder  (ma vi sono anche Paolo Paoloni, Angelo Pellegrino e Ugo Bologna, apparsi anche loro al cospetto dello sventurato ragioniere creato da Villaggio), comprende il fondamentale apporto di Giuffrè e Vincenzo Crocitti, quest’ultimo nei panni di un collega di lavoro di De Fanti.

Edito in dvd da Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it).

 

Mirko Lomuscio