In dvd l’omosessualità all’avanguardia di Ernesto, diretto da Salvatore Samperi

Autore che si è mosso nei ranghi della nostra cinematografia con uno sguardo che cercasse di andare oltre la comune visione scandalistica, Salvatore Samperi ha saputo cavalcare sempre l’onda dell’epoca che viveva, portando in scena opere che potessero sfondare la barriera del perbenismo e proponendo sullo schermo un’analisi viscerale delle famiglie alto borghesi; lo ha fatto nel 1968 con il provocatorio Grazie zia, per poi esplodere in tutto il suo successo nel 1973 con l’epocale Malizia, interpretato da una bellissima Laura Antonelli.

Nel 1978, dopo essersi cimentato in altre svariate opere (tra cui il demenziale Sturmtruppen, datato 1976 e derivato dalle strisce fumettistiche di Bonvi), Samperi trae ispirazione da un libro del 1953 firmato da Umberto Saba, realizzando un’opera controversa come l’avanguardistico Ernesto.

Una storia di primi amori ambientata nell’Italia del 1898, dove il giovane sedicenne alto borghese del titolo, interpretato dal tedesco Martin Halm, si ritrova in un turbine di sentimenti e decisioni da prendere, vivendo insieme alla madre (Virna Lisi) nella casa degli zii.

Ragazzo di origini ebree e con ideali socialisti che gli ronzano per la testa, lavora da un commercialista all’ingrosso, Carlo Wilder (Turi Ferro), e conduce la propria esistenza lasciandosi guidare dalle sue pulsioni sessuali; infatti è coinvolto sentimentalmente con un garzone (Michele Placido), vivendo con lui una storia omosessuale di nascosto da tutti.

Nonostante ciò, Ernesto continua a comprotarsi come tutti vogliono, anche se la vita si rivelerà essere ricca di sorprese per una persona del suo rango, pronta a tutto.

Abituati come ormai siamo ad assistere a lungometraggi che tendono a parlare di amori omosessuali e primi turbamenti (recente esempio lampante è Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino), Ernesto appare oggi in qualità di pellicola che non ci racconta nulla di particolarmente fuori dagli schemi, ma, se la inquadriamo nell’ottica di fine anni Settanta in cui venne concepita, ci rendiamo conto del fatto che abbiamo un’opera decisamente avanti per ciò che porta in scena.

Un’opera che non risparmia parentesi trasgressive e dei caldi momenti intimi tra Halm e Placido, seppur celati tramite riprese fuori campo ben giostrate.

Inoltre, l’attento osservatore Samperi utilizza il racconto di Saba per poter descrivere con precisione un’Italia avviata verso un determinato cambiamento, lavorativo e politico, ovviamente analizzando il pensiero perbenista della famiglia alto borghese di allora, in fin dei conti non diverso da quello degli anni Sessanta e Settanta.

In Ernesto risultano inoltre intense le performance dei protagonisti, con un giovanissimo Halm dall’aspetto sbarbato ma dallo sguardo vissuto a fare da volto principale, attorniato da grandi glorie quali erano la Lisi, Ferro e Renato Salvatori, più alcune giovani promesse del cinema di allora come Lara Wendel (cui spetta il doppio ruolo di Emilio e Rachel) e Placido stesso, aggiudicatosi al Festival di Berlino un Orso d’argento per la migliore interpretazione.

Edito in dvd da CG Entertainment (www.cgentertainment.it), in collaborazione con 01 Distribution.

 

Mirko Lomuscio