In dvd Ludwig, il magnifico affresco storico di Luchino Visconti

Non contento di aver creato un immenso manifesto del cinema in costume col suo Il gattopardo, tratto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e reduce dalle intense atmosfere crepuscolari di Morte a Venezia, ispirato ad uno scritto di Thomas Mann, il maestro della Settima arte Luchino Visconti decise nel 1973 di raccontare sul grande schermo la storia del sovrano di Baviera Ludwig Wittelsbach, divenuto noto come Ludovico II, la cui breve esistenza, compresa tra il 1845 e il 1886, lo vide protagonista di diverse vicende personali mescolate alla regalità del regno che comandava.

Utilizzando per protagonista il giovane Helmut Berger, allora anche legato sentimentalmente a Visconti stesso, il regista di Rocco e i suoi fratelli gestisce Ludwig con puro desiderio di riportare i fatti in tutta la loro verità, cominciando dalla carica di re a soli diciannove anni. Le scelte esistenziali, la passione per l’arte, l’amore per la musica e le opere di Richard Wagner alias Trevor Howard e l’interesse verso l’unica donna che farà battere intensamente il suo cuore, ovvero la cugina Elisabetta d’Austria interpretata da Romy Schneider, fanno il resto.

Ma Ludwig non ha una forza d’animo tale da riuscire a rimanere sulla retta via, dedicando il proprio tempo anche a passatempi come le svariate orge che si consumano nel suo castello, perdendo il trono e lasciando anche che i vertici del Regno lo allontanino dalle sue responsabilità di sovrano. Fino al giorno della sua morte, avvenuta per un misterioso annegamento.

Sottile e preciso come di consueto, Visconti dimostra quanto la sua mano fosse in grado di imprimere maggior espressione se dedicata ad un’opera di costume, ricorrendo alla propria perfezione scenica e tecnica. Opera fiume (tre ore e quarantotto minuti di durata nella sua versione integrale), Ludwig è uno spaccato storico che parla della situazione socio-politica del regno di Baviera di fine Ottocento che già altre opere avevano affrontato con un taglio, però, maggiormente  più romanzato. Come dimenticare la serie incentrata negli anni Cinquanta sulla principessa Sissi, interpretata dalla Schneider stessa, richiamata per l’occasione da Visconti per farla ritornare nelle medesime vesti, ma con un occhio meno favolistico di quello sfoggiato da Ernst Marischka?

Da notare, oltre al tocco estetico garantito dai fidi collaboratori viscontiani (nomination agli Oscar per i costumi regali di Piero Tosi, una fotografia stupenda a cura di Armando Nannuzzi), l’utilizzo di un determinato estro narrativo, all’epoca fin troppo originale, e che prevede la storia di Ludovico II introdotta alternatamente da alcuni narratori, testimoni oculari dei fatti raccontati e che si rivolgono direttamente al pubblico, sfondando così una quarta parete della creatività (un analogo stratagemma lo sfruttò poi Warren Beatty in Reds, del 1981, ma tramite interviste di repertorio).

Oltre ai citati Berger, Schneider e Howard (doppianti in italiano rispettivamente da Giancarlo Giannini, Maria Pia Di Meo e Renzo Montagnani), nel cast figurano Gert Frobe (il Goldfinger di bondiana memoria), Umberto Orsini, Adriana Asti, Marc Porel e Silvana Mangano; mentre una nota curiosa risiede nel fatto che nella colonna sonora è inclusa l’ultima composizione originale per piano di Wagner, fino ad allora inedita.

Nella completa versione integrale presa da nuovo telecinema in alta definizione, Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it) rende disponibile Ludwig in doppio dvd, il secondo dei quali riservato a ricchi contenuti extra: un making of (ventitré minuti), il trailer e diversi estratti dedicati a Visconti (tre minuti), al co-sceneggiatore Enrico Medioli (nove minuti), al fotografo di scena Mario Tursi (quattro minuti), allo scenografo Mario Chiari (tre minuti), a Piero Tosi (otto minuti) e a Umberto Orsini (dodici minuti),


Mirko Lomuscio