In dvd Mellotron – Storie di rock progressivo italiano

Si intitola Mellotron – Storie di rock progressivo italiano e, realizzato nel 2005 da Angelo Rastelli, viene reso disponibile su supporto dvd da Digitmovies in collaborazione con Home Movies.

Come il titolo stesso lascia intuire, un viaggio nella fantastica epopea musicale italiana d’inizio anni Settanta che, tra Area e PFM (Premiata Forneria Marconi), venne segnata dal filone nato secondo Jenny Sorrenti dei Saint Just dall’incontro tra diverse culture in note, ovvero il jazz, la classica e il folk.

Un filone il cui inizio fu dovuto al prosciugamento di idee da parte delle case discografiche nelle parole del compianto Francesco Di Giacomo dei Banco Del Mutuo Soccorso, il quale non manca neppure di osservare che progressive è tutto quello che non rispetta certi canoni.

E, insieme al Mauro Pagani della già citata PFM, che sfodera “Beate le generazioni che toccano l’utopia” e ricorda la nascita della sua band, generatasi dall’incontro tra lui e i Quelli (complesso di cui, tra l’altro, fece parte l’attore Teo Teocoli), si tratta soltanto di alcuni degli illustri nomi intervistati nel corso della oltre ora e dieci di visione, mirata a riportare alla luce con passione filologica anche le formazioni meno note.

Infatti, tra interventi di Lino Vairetti degli Osanna e di Ettore Vigo, Peppino Di Santo e Martin Grice dei Delirium, abbiamo Paolo Faenza, batterista dei Semiramis, Bambi Fossati, leader dei Garybaldi, Franco Falsini dei Sensations’ Fix ed Enrico Rosa, chitarra, voce e Mellotron dei Campo di Marte.

Il Mellotron strumento di cui, tra l’altro, ci parla Alberto Moreno dei Museo Rosenbach; man mano che viene ribadito che i pezzi duravano dai due agli otto e ai dieci minuti e che Luciano Regoli de Il Ritratto di Dorian Gray – comprendente il Claudio Simonetti dei futuri Goblin – non solo ricorda che il prog si suonava soprattutto in periferia, ma rievoca i tempi dell’uscita al cinema di Woodstock – 3 giorni di pace, amore e musica.

Arricchendo ulteriormente un cast di interpellati che, dal Marcello Vento degli Alberomotore ai Michi Dei Rossi e Aldo Tagliapietra delle Orme, arriva a tirare in ballo anche il giornalista Guido Bellachioma e Vittorio De Scalzi dei New trolls, i quali erano soliti elaborare introduzioni psichedeliche per canzoni che non si rivelavano poi, in fin dei conti, dure come potevano inizialmente apparire (si pensi soltanto alla splendida Davanti agli occhi miei).

Senza contare lo scrittore e collezionista Paolo Barotto e il chitarrista Flavio Cucchi, propenso a credere che siano state la politica e la droga a distruggere quel magico periodo storico-culturale caratterizzato da una libertà che consentiva agli artisti (ma anche alle persone comuni) di esprimersi a qualsiasi livello.

A completamento della esaustiva panoramica fornita – con inclusi estratti dal documentario Suonare la voce e da un’esibizione televisiva del gruppo Locanda delle fate – da Mellotron – Storie di rock progressivo italiano, in cui prendono la parola anche Enrico Olivieri e Davide “Jimmy” Spitaleri dei Metamorfosi e Alvaro Fella e Daniele Bianchini dei Jumbo; band della quale è anche possibile assistere ad undici minuti di concerto nella sezione extra del disco.

 

Francesco Lomuscio