In dvd si compie la “trilogia della vita” con Il fiore delle mille e una notte di Pier Paolo Pasolini

Nel 1974, a compimento di quella che è ritenuta la sua “trilogia della vita”, dopo aver messo mano agli scritti di Boccaccio con Il Decameron e a quelli di Geoffrey Chaucer tramite I racconti di Canterbury, Pier Paolo Pasolini, sommo poeta della nostra cinematografia, decise di volgere la propria attenzione verso le mitologie d’Oriente, trasponendo a modo proprio una serie di storie prese da Le mille una notte ed estrapolando da esse uno dei suoi saggi cinematografici intrisi di magnifica prosa affascinante.

Come i due predecessori, quindi, Il fiore delle mille e una notte si struttura su una trama affrontante l’amore e il senso dell’esistenza attraverso una serie di racconti per immagini.

Racconti che si intrecciano nell’antico mondo orientale, tra giovani innamorati e vecchie tradizioni, incantesimi e malefici, corse d’amore e storie travagliate. Eventi che vedono coinvolti personaggi emblematici come la bella e scapestrata Zumurrud (Ines Pellegrini) e il suo giovane padrone Nur ed-Din (Franco Merli); oppure il giovane innamorato Aziz (Ninetto Davoli), che per una libidinosa storia con una sconosciuta tradisce il legame con la cugina Aziza (Tessa Bouché); senza dimenticare le vicissitudini dello sventurato falegname Shahzaman (Alberto Argentino), il cui sentimento per una donna lo mette contro un demone in carne e ossa (Franco Citti), andando incontro ad inevitabili e terribili conseguenze.

Il sogno che sovrasta la vita e la vita che diventa sogno, con Il fiore delle mille e una notte Pasolini chiude il proprio discorso sull’esistenza filosofica vista tra le parole scritte con e per amore, ma senza rinunciare a quello sguardo in cui è sempre stato riconosciuto un tocco magico nell’estrapolare il meglio della poesia periferica.

Una caratteristica che gli consente di mescolare in queste mitologie orientali i volti capitolini di Davoli e Citti ad altri esotici come quello della bella Pellegrini, la quale sarà anche nell’opera seguente di Pasolini, il definitivo Salò o le 120 giornate di Sodoma. Il fiore della mille e una notte offre quindi uno sguardo atipico dell’autore, maggiormente orientato verso il fantasioso e il surreale, ricavando da quelle leggende una delle sue classiche lezioni esistenziali pregne di poesia, tra il sentimento di vivere e l’amore per il prossimo.

Girato nello Yemen, in Etiopia, in Iran, in India e nel Nepal, il film si avvale dell’apporto dei migliori collaboratori di pasoliniani, nomi immancabili nella sua filmografia: musica di Ennio Morricone, scenografia  di Dante Ferretti, montaggio di Nino Baragli e, in più, la collaborazione in sceneggiatura di Dacia Maraini. Un pugno di nomi forti che portano in alto la magia de Il fiore delle mille e una notte, opera affascinante quanto assurda che giostra nel modo più creativo la conoscenza filmica e dialettale del suo regista e autore (Pasolini utilizzò per il film, per lo più, doppiatori dall’accento leccese, perché riteneva che avesse assonanze con la lingua araba).

Vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes del 1974, il film è ora edito in dvd da CG Entertainment (www.cgentertainment.it), con sezione extra rappresentata da ventuno minuti di scene inedite e dal piccolo estratto Scene inedite: la lotta dei fuochi.

 

 

Mirko Lomuscio