In dvd Un nemico che ti vuole bene, la black comedy con Diego Abatantuono

Visto nelle sale cinematografiche nell’Ottobre 2018, approda in dvd, sotto il marchio Warner, Un nemico che ti vuole bene, diretto dallo svizzero Denis Rabaglia che si occupò di Azzurro con Paolo Villaggio.

Il Denis Rabaglia che, a quanto pare, ha preso le mosse da una vera storia raccontatagli nel 2004 dal maestro del cinema polacco Krysztof Zanussi per mettere in piedi la oltre ora e mezza di visione che comincia con una piovosa atmosfera notturna, quasi horror, e una curiosa situazione: nei panni dell’astrofisico Enzo Stefanelli, Diego Abatantuono salva la vita ad un giovane ferito da un’arma da fuoco interpretato da Antonio Folletto e che si rivela un killer di professione pronto immediatamente a promettergli che troverà e ucciderà un suo nemico, chiunque sia, per ricambiarlo del soccorso prestatogli.

Un drammatico incipit che, con Enzo impegnato a ribadire di continuo che non ha affatto nemici, provvede ad introdurre la necessaria tensione destinata ad espandersi fotogramma dopo fotogramma, complice il fatto che lui sia l’unico a conoscere la reale attività del ragazzo, nel frattempo intrufolatosi nella sua famiglia.

Famiglia comprendente, tra gli altri, il figlio Massimo alias Mirko Trovato, Pietro, ex marito della moglie incarnato da Massimo Ghini, il fratello sacerdote Gregorio e la madre Antonietta, ovvero Roberto Ciufoli e Sandra Milo; tutti al servizio di un cast decisamente in forma che, con dentro anche Antonio Catania, Ugo Conti e la televisiva Annabella Calabrese, include, inoltre, Paolo Ruffini in un esilarante cameo in abito talare.

Perché Un nemico che ti vuole bene si presenta sì come una sorta di thriller, ma abbondantemente infarcito dell’ironia tipica dell’ex terrunciello dello schermo, figurante anche tra gli sceneggiatori al fianco di Heidrun Schleef, Luca De Benedittis, David McWater e del regista stesso.

Un aspetto che, anziché risultare elemento di fastidio o del tutto fuori luogo, finisce inaspettatamente per generare un inedito miscuglio di tipologie di film che potremmo tranquillamente accostare alle black comedy che tanto popolano, da sempre, la Settima arte inglese.

Una black comedy mirata probabilmente a ribadire che l’apparenza inganna e che, caratterizzata da una piuttosto opprimente atmosfera, accompagnata da una elegante regia cattura fin dai titoli di testa l’attenzione dello spettatore, sempre più desideroso di sapere come andrà a finire la vicenda, fino al twist ending.

Con il trailer e un backstage di cinque minuti nella sezione del disco riservata ai contenuti speciali.  

 

 

Francesco Lomuscio