In edizione combo 4K Ultra HD e blu-ray The Truman show con Jim Carrey

In questi anni Venti del XXI secolo l’idea di essere continuamente osservati o anche solo spiati da chissà da quali sistemi di ripresa video e simili fa parte di un certo spaventoso pensiero quotidiano che ormai ci spinge ad accettare i tempi frenetici che viviamo, mettendo nel mezzo delle nostre esistenze l’importanza dell’entertainment e dell’idea di essere perennemente immortalati.

Ma nel 1998, quando il regista Peter Weir decise di portare sullo schermo lo script di Andrew Nicol intitolato The Truman show, la cosa era solo lontanamente pensabile, come anche l’idea che potesse esistere una trasmissione tv ai limiti del voyeuristico quale è Il Grande Fratello.

Quel lungometraggio, che ci regalò un inedito Jim Carrey alla sua prima prova seria da protagonista, rappresenta tuttora il punto zero di un pensiero non solo cinematografico, ma anche sul significato della parola “intrattenimento” in un momento in cui un vasto pubblico cominciò a non essere più attratto da personaggi inventati per seguire di nascosto le vite di qualsiasi comune persona. E tutto questo il film di Weir lo mostra bellamente, facendone anche una feroce critica che oggi si rivela ancora più potente di allora, grazie allo sfrenato cinismo che real tv e programmi affini mostrano sui piccoli schermi, dalle televisioni ai telefonini cellulari.

La storia narrata in The Truman show è quella del mite Truman Burbank di un fenomenale Carrey, abitante di una ridente cittadina e impiegato dalla vita professionale soddisfacente, sposato con la gradevole Meryl (Laura Linney) e appagato dalla propria esistenza, che include amicizie come il fidato Marlon (Noah Emmerich).

Ma quello che Truman non sa è che la sua vita è una telenovela popolata da attori, seguita da milioni di spettatori incollati davanti allo schermo di puntata in puntata, con la speranza di poter assistere a nuove avventure, positive o no, del protagonista; questo fino a quando lo stesso non fa la conoscenza della bella Lauren (Natasha McElhone), una semplice comparsa dello show, che lo mette in guardia su ciò che gli sta accadendo, attirando l’attenzione e le ire del creatore  regista Christof (Ed Harris). A questo punto Truman sospetta che qualcosa stia accadendo e, per scoprirlo, tenta a tutti i costi una via di fuga.

Film, dunque, che definire profetico è poco, The Truman show è un capolavoro che pulsa poesia e desiderio di esistere tra le righe della sua articolata trama, denuncia al mezzo mediatico che si fa invasivo nella vita comune e che impigrisce le menti umane attratte dallo spettacolo fine a se stesso, anche quando quest’ultimo è gestito a discapito di un animo inconsapevole quale è, appunto, il Truman di Carrey.

Ed è sulla bravura di quest’ultimo che la pellicola di Weir poggia maggiormente, regalandoci una performance candida e leggera che colpisce tuttora il cuore, con il contributo ulteriore della magistrale presenza di un glaciale e ugualmente profondo Harris.

Un lungometraggio immortale che, a suo tempo, si aggiudicò tre sacrosante nomination agli Oscar (miglior regia, miglior attore non protagonista ad Harris e miglior sceneggiatura originale) e la vittoria ai Golden Globe per Carrey come miglior protagonista drammatico, Ed Harris e le musiche di Philip Glass e Burkhard von Dallwitz.

Edito in slipcase combo 4K Ultra HD e blu-ray da Plaion Pictures e Paramount, The Truman show presenta nel secondo supporto una galleria di extra costituita da Come andrà a finire?, diviso in due parti, quattro scene eliminate, una galleria fotografica, due trailer, due spot tv, un dietro le quinte e Faux finishing: gli effetti visivi di The Truman show.

 

 

Mirko Lomuscio