In vacanza su Marte: Boldi e De Sica come Gianni e Pinotto

Profetico fu nel 2011 Boris – Il film, che, sbeffeggiando i tanto chiacchierati cinepanettoni, ipotizzò la realizzazione di un Natale nello spazio nove anni prima che Neri Parenti decidesse – affiancato in fase di script dal Gianluca Bomprezzi sceneggiatore di Matrimonio a Parigi e Natale da chef – di sfornare In vacanza su Marte, precedentemente annunciato con il titolo Un Natale su Marte e disponibile dal 13 Dicembre 2020 sulle principali piattaforme.

Del resto, fin dai tempi del Viaggio al pianeta Venere che vide nel 1953 protagonisti i due comici americani Bud Abbott e Lou Costello, da noi ribattezzati Gianni e Pinotto, non sono mai mancate le escursioni spaziali effettuate da volti noti della risata, come testimoniato cinque anni più tardi anche da Totò nella luna di Steno.

Quindi, in un terzo millennio decisamente più tecnologico rispetto a quei fantascientifici anni Cinquanta da modellini e creature animate in stop motion, perché non balzare lontano dalla Terra anche coloro che, a partire dallo Yuppies – I giovani di successo diretto nel 1986 da Carlo Vanzina, hanno fatto quasi sempre coppia fissa sul grande schermo tricolore per oltre tre decenni?

Una Terra del 2030, per la precisione, dove, al fine di sposare una facoltosa donna dalle fattezze di Lucia Mascino, un Christian De Sica che ha fatto perdere le proprie tracce alla moglie Paola Minaccioni e al figlio diciottenne Alessandro Bisegna si vede costretto a convolare a nozze sul pianeta rosso.

Senza immaginare, però, che, a causa di un imprevisto, il giovane finisca per ritrovarsi invecchiato, manifestando i connotati di un Massimo Boldi che non manca neppure, ovviamente, di cimentarsi in qualche immancabile gag fisica di taglio parentiano.

Del resto, mentre Milena Vukotic incarna un’anziana con la non ancora tramontata passione per gli uomini, al di là della folle idea mirata a portare tra le stelle la tipica commedia italiana di fine Dicembre, In vacanza su Marte non fa che recuperare gli stilemi su cui l’autore di quasi tutta la saga Fantozzi costruì buona parte dei propri film natalizi in casa De Laurentiis.

Quindi, tra assurde crasi (cagnotta, incrocio tra incapace e mignotta) e una consueta parentesi pecoreccia a base di bisogni fisiologici in bagno (fortunatamente priva di immagini esplicite), abbiamo l’albergo quale ritrovo in cui far interagire i diversi personaggi, comprendenti anche un Herbert Ballerina (all’anagrafe Luigi Luciano) impegnato a portare avanti una sorta di futuristico reality show.

Una vicenda, la sua, chiaramente rivolta al pubblico dei giovani ma posta decisamente in secondo piano rispetto a quella dei due mattatori della comicità nostrana, che non mancano neppure di fingersi gay.

Perché, come da tradizione, non sono certo gli equivoci – compresi quelli tra Boldi e la fidanzata del lui ragazzo Denise Tantucci – a risultare assenti in In vacanza su Marte, in cui a divertire è soprattutto un De Sica preso a riaffrontare il suo classico ruolo di mascalzone arrivista dalle scivolate cafone.

Fino al folle epilogo di un’altrettanto folle operazione imperfetta e non pienamente convincente… ma che potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova strada da prendere nell’ambito di un fortunato filone che ha cominciato a mostrare la corda addirittura già dal 2003, ai tempi di Natale in India.

 

 

Francesco Lomuscio