Indiana Jones e Il Quadrante del destino: l’intramontabile eroe di Harrison Ford

In apertura di Indiana Jones e il Quadrante del destino, un flashback ci riporta al 1944, quando il giovane avventuriero Indiana Jones (un Harrison Ford ringiovanito dalla computer grafica), a fianco al suo fedele amico ricercatore Basil Shaw (Toby Jones), è intento a recuperare un’antica reliquia trafugata dai nazisti, indossando la divisa dei suoi acerrimi nemici in una avvincente e classica sequenza sul treno.

Un salto temporale proietta lo spettatore nella New York del 1969, durante i festeggiamenti per l’allunaggio dell’Apollo 11, con un professor Jones anziano e prossimo alla pensione e che ha ormai riposto frusta e cappello, essendo demotivato nei confronti degli allievi delle nuove generazioni, che alle sue lezioni sono sempre più distratti e disinteressati.

Helena Shaw (Phoebe Waller-Bridge), figlia di Basil, ha utilizzato la sua grande cultura in lingue antiche e archeologia diventando, per denaro, una trafugatrice di reliquie. Ella vuole vendere all’asta in Marocco un misterioso manufatto ideato da Archimede, il Quadrante del destino, congegno meccanico che è in grado di individuare varchi temporali; chiede quindi aiuto al suo padrino Indy, che da anni ne conserva una parte dopo averla sottratta ai nazisti per recuperarne i pezzi mancanti. L’oggetto viene però conteso con Jürgen Voller (Mads Mikkelsen), un membro della NASA ed ex nazista coinvolto sotto falso nome nel programma di allunaggio, che intende appropriarsene del potere per attivarlo, secondo le indicazioni dello stesso Archimede, nella città Siracusa, in modo da viaggiare nel tempo e cambiare il corso della storia. Spingendo dunque la ragazza e il famoso archeologo a saltare in Indiana Jones e il Quadrante del destino da un continente all’altro, su aerei, cavalli e relitti in fondo al mare per far sì che il mondo venga salvato.

Tra il classico sarcasmo e lo spirito di esplorazione di Indiana Jones, il film inanella quindi una serie di avvincenti eventi mostrando ambientazioni mai viste nei quattro precedenti capitoli della saga e facendo vivere al pubblico una vera e propria avventura dinanzi al grande schermo, emozionante come un giro su una giostra impazzita. La fotografia di Phedon Papamichael e la colonna sonora di John Williams rendono il tutto, diretto da James Mangold, degno successore degli episodi firmati da Steven Spielberg, che figura in questo caso soltanto in qualità di produttore esecutivo. Inoltre, un impavido Ford sembra sottolineare quanto l’intramontabile eroe che lo ha consegnato alla storia del cinema rimanga integro nel corso delle sue imprese, nonostante l’età… fino all’epilogo di Indiana Jones e il Quadrante del destino, che, nel porre in evidenza il passare del tempo, può spingere alla commozione anche lo spettatore meno sentimentale.

 

 

Vera Borniotto