In un momento di profonde trasformazioni e sfide per l’Italia, incontriamo Fabrizio Fiore, rappresentante del Movimento del Generale Vannacci a Torino. Con passione e determinazione, Fabrizio condivide con noi la sua visione, i valori che lo animano e le iniziative messe in atto per rafforzare il senso di comunità e contribuire al cambiamento positivo della città e del Paese. Scopriamo insieme le sue idee, i progetti futuri e come ciascuno di noi può fare la differenza.

Fabrizio, potresti raccontarci chi sei e qual è stato il tuo percorso professionale?
Mi chiamo Fiore Fabrizio, sono nato a Torino da padre romagnolo e madre pugliese. Ho compiuto da qualche mese 60 anni e, direi, che sono più che maturo. Sono un imprenditore che ha sempre amato mettersi in gioco. Con la mia famiglia, ho gestito diversi hotel nel centro città, fino a quando, alcuni anni fa, ho ceduto le quote dell’ultimo a mio cugino. Ho lavorato per 20 anni nel settore dei call center, in particolare con la CIT-Group, di cui ero socio. Questa esperienza mi ha portato a lavorare molto anche all’estero, in Albania, Tunisia, Ucraina e Moldavia, dove ho diretto grandi strutture. In quel ruolo, ho gestito campagne di ogni tipo: dalla vendita di surgelati per Bofrost ai sondaggi politici, utili a comprendere l’orientamento degli elettori e a promuovere i nostri candidati, fino alle campagne commerciali, come la ricerca di clienti per banche e servizi energetici e telefonici.

In questa foto Fabrizio Fiore con il generale Vannacci
Prima del Covid, avevo creato una società nel settore della cosmesi, chiamata Etefora, che commercializzava prodotti con la Russia. Tuttavia, la pandemia e la guerra hanno costretto alla chiusura dell’attività, peccato perché era un progetto di successo e con grandi potenzialità.
Oltre alla tua attività imprenditoriale, sei anche presidente di un’associazione che si occupa di anziani in difficoltà. Potresti parlarcene?
Sì, sono presidente da molti anni di un’associazione che si occupa di anziani in difficoltà, ma preferisco non citarne il nome perché l’associazione è apolitica e voglio mantenere chiaro il confine tra impegno sociale e attività politica.
Oggi gestisci anche un locale con tuo fratello in una zona della movida torinese. Come mai hai deciso di intraprendere questa attività?
Il lavoro e il contatto diretto con le persone sono sempre stati il filo conduttore della mia vita.

Nella foto: MAC Piemonte – Gianluca D’aloia di Pinerolo – Beniamino Franceschi di Chieri- Giorgio Fornaroli di Novara- Marco Volpe del consiglio Nazionale
Perché hai deciso di impegnarti in politica?
Non provengo dalla politica e non ho mai avuto tessere di partito, ma oggi sento l’esigenza di metterci la faccia. Ho scelto di aderire al Movimento del Generale Vannacci perché incarna i valori in cui credo: sicurezza, rispetto della patria, orgoglio nazionale e concretezza.
Quali sono i valori che condividi con questo movimento?
Mi ispiro al pensiero del Generale Vannacci e credo fermamente che:
– L’Italia sia patria di eccellenza e bellezza, e essere italiani è un motivo di orgoglio;
– La sicurezza è la base di ogni progresso;
– La sovranità significa la libertà di decidere: l’Italia deve governare il proprio destino;
– L’identità della nostra cultura millenaria va difesa e valorizzata;
– I confini sono la nostra eredità da proteggere;
– Le nostre tradizioni sono un patrimonio da custodire gelosamente.
Hai conosciuto persone della tua regione e insieme gestite il movimento in Piemonte. Puoi parlarmi del tuo gruppo?
Il mio gruppo si chiama *Team La Vannacci – Torino*. Ricordo che l’organizzazione è di recente costituzione, quindi abbiamo molto lavoro da fare, ma questo non ci spaventa affatto. Oggi ho trovato nel mio gruppo persone serie, motivate e pronte a mettersi in gioco per il bene del movimento.
Qual è la tua idea di Italia?
Voglio un’Italia che torni a essere rispettata dentro e fuori dai suoi confini.
Quali problemi ritieni più urgenti oggi?
L’insicurezza nelle città, la sensazione di uno Stato debole e la perdita di rispetto verso i cittadini e la nostra cultura. A questi si aggiungono la burocrazia e le tasse, che frenano chi lavora e chi vuole costruire qui il proprio futuro.
Quali soluzioni proponi?
Rafforzare la sicurezza, applicare le leggi per tutti, cercando di eliminare il problema dei giudici che ostruiscono la giustizia. Lo straniero illegale che commette un reato deve essere espulso immediatamente, come fanno molti paesi europei
Il garantismo deve essere giusto, senza favorire l’impunità. È importante anche semplificare la vita di chi fa impresa e alleggerire la pressione fiscale. Ma soprattutto, bisogna ridare centralità al concetto di patria: un’Italia che non si piega e si fa rispettare.

Perché un cittadino dovrebbe fidarsi di te?
Perché non vivo di politica. Ho lavorato per decenni, affrontato crisi, creato posti di lavoro e pagato stipendi. Parlo di ciò che ho fatto davvero, non di promesse vuote. La mia integrità e la mia esperienza sono la mia garanzia: voglio mettere questa esperienza al servizio dell’Italia e dei suoi cittadini.
Come possono le persone contribuire?
Iscrivendosi al Movimento del Generale Vannacci a Torino, che noi rappresentiamo. Voglio costruire qualcosa di importante insieme a chi condivide questi valori. Non cerchiamo spettatori, ma cittadini pronti a rimboccarsi le maniche per migliorare davvero le cose.
Hai progetti futuri legati al movimento?
Speriamo presto di riuscire ad organizzare un evento per invitare il Generale Vannacci in Piemonte. È una persona che molti dovrebbero conoscere dal vivo, perché rappresenta concretamente i valori in cui crediamo e ispira chi vuole fare politica con serietà e rispetto della patria.
Per chi volesse avere ulteriori informazioni, lascio la mia email: fabriziofiore241@gmail.com

Team La Vannacci – Torino
Telefono: 3421796435
Fabrizio Fiore ci ha regalato una testimonianza di passione e dedizione, sottolineando l’importanza di un impegno concreto e di valori solidi per costruire un futuro migliore per Torino e l’Italia. La forza di un movimento risiede nella partecipazione attiva dei cittadini, pronti a rimboccarsi le maniche e a lavorare insieme per il bene comune. Senza delegare, ma con responsabilità e serietà, ogni individuo può contribuire a fare la differenza. Il suo esempio ci invita a riflettere sull’importanza di essere parte attiva della vita democratica e sul potenziale di un’Italia unita e consapevole.