Intervista a Francesco Tedone, autore del libro Langsax La Spada del Re

Francesco Tedone, narra le gesta di quattro guerrieri normanni nelle terre inglesi il cui compito è spezzare a qualsiasi costo il maleficio di Ivar il Senz’ossa. Realtà storica e leggenda si fondono in un racconto avvincente e suggestivo.

Langsax La Spada del Re vuole essere una testimonianza della creazione di uno di questi gloriosi e duraturi regni che modificarono sostanzialmente il panorama europeo.

Il libro è stato pubblicato in versione ebook fine marzo da Amazon, Ibs, Mondadori, La Feltrinelli ecc. e adesso si può ordinare anche in versione libro cartaceo sia nelle librerie che attraverso le stesse piattaforme.

Perché hai scelto di iniziare a scrivere ora che sei così giovane?

Scrivere storie mi ha sempre appassionato, delineare personaggi, situazioni, è un qualcosa che veramente ci permette di estrapolare il meglio di noi, in un certo senso è come se noi portassimo in vita delle emozioni e dei desideri sempre presenti dentro di noi. Credo di averla sempre pensata in questo modo, ma è solo quando iniziai a ricercare informazioni su Langsax che questo pensiero prese coscienza. Scrivere, per me è quindi frutto di questa misteriosa scoperta, una scoperta che permette di creare uno spazio veramente personale, da condividere con tutti gli appassionati del genere.

Perché hai scelto quelle circostanze?

Perché fanno parte della nostra storia, sia come europei, sia come italiani. So che parlando dell’Inghilterra dell’XI secolo possano sembrare circostanze completamente impossibili da accostare all’Italia, sia di quel secolo che di quella attuale, tuttavia il Regno di Sicilia, ed i suoi eredi come il Regno di Napoli, o il Regno delle Due Sicilie, sono state entità politiche formate dai Normanni, che provenivano dalla stessa terra e dalla stessa cultura di Roberto e di Enrico, solo che, a partire da un determinato momento storico, hanno preso strade differenti, ma continuando a mantenere comuni le loro origini. Quindi io credo che quelle circostanze possano essere viste, da noi italiani, come le imprese dei nostri “cugini”, visto che buona parte della penisola potrebbe discendere da queste popolazioni.

Per chi è pensato questo racconto?

Per tutti coloro che amano la storia, ed in particolare la storia normanna. I fatti di cui parlo sono stati rivoluzionari per la storia europea e mondiale, sia nell’immediato, sia per come hanno condizionato i secoli successivi. Io credo di aver pensato questo libro per i Normanni, di tutte le terre, quindi credo di averlo fatto per tutti coloro che si sentono tali, anche solo un po’.

Per riguarda l’accuratezza storica, pensi di averla rispettata?

Io tengo molto all’accuratezza storica, cerco sempre di rispettare i tempi e i luoghi di cui si parla, a dispetto delle circostanze. Mi sono documentato molto per scrivere queste pagine per far sì che l’intero prodotto possa essere visto come un reale documento di quell’epoca che possa narrare di fatti accaduti. Spero di aver rispettato l’Inghilterra dell’XI secolo e spero che chiunque legga il racconto possa apprezzarlo. Cerco sempre di fare il massimo in quello a cui mi dedico e con Langsax credo di esserci riuscito, spero vivamente che nessuno storico, ben più esperto di me, storca il naso nel leggere questo mio racconto, perché per me il rispetto della storia viene prima di ogni cosa e nel malaugurato caso che vi siano degli errori, chiedo venia per essi e li accoglierò come critiche costruttive, impegnandomi al massimo per non ripeterli in futuro.