Intervista a Gino Barzacchi con il suo nuovo libro “Il mio bodybuilding … e non solo”

Carissimi lettori questa intervista la dedichiamo a Gino Barzacchi, un uomo che con il suo impegno, amore, volontà e sacrificio ha plasmato il suo corpo.  Lui è uno dei più grandi campioni italiani di bodybuilding Natural, ha all’attivo 5 vittorie in diversi campionati italiani, un campionato del mondo a New York e tantissimi altri piazzamenti. Torna a scrivere dopo aver pubblicato il suo primo libro “Il destino del re”. Il suo secondo lavoro “Il mio bodybuilding… e non solo” è un’autobiografia con consigli personali di allenamento. Nel libro entrerete nel mondo delle star e in quelle del bodybuilding.  Parlerà del suo leggendario amico Serge Nubret soprannominato “La pantera nera”. Con lui incontrerà Giuliano Gemma, che lo presenterà al suo agente cinematografico a Roma dove conoscerà Sophia Loren, Gigi Proietti, Nino Manfredi, Gianni Brezza e tanti altri.

Lavorerà a Canale 5 nel programma “Il principe azzurro” presentato da Raffaella Carrà. E molto altro ancora. Ma sarà lui a raccontarvelo. Oggi vi presento il grande Gino Barzacchi. Prima di partire con l’intervista, guardiamo insieme il suo video di presentazione.

Quando ha scoperto l’amore per la cultura fisica?

Fin dall’infanzia ero già attratto da fumetti di eroi muscolosi come Batman. Superman no perché volava e quindi era … “troppo super”. A 14 anni ho scoperto l’amore per la cultura fisica cercando di migliorare il mio gracile fisico coi primi allenamenti in casa utilizzando attrezzi di fortuna costruiti da mio padre, sempre stato molto sportivo.

Quando ha avuto la percezione di controllare il suo corpo?

Da un normale allenamento alla percezione per la coordinazione di mirate contrazioni muscolari ce ne corre, sennò si va in palestra solo a “spostare pesi”.  Ho avuto la percezione di riuscire a controllare bene i miei muscoli circa dopo i primi 5 anni di allenamento, in concomitanza con la mia prima competizione. Avevo allora quasi 20 anni e riuscii ad arrivare terzo, ma non si finisce mai d’imparare, specie quando si tratta di saper gestire le diverse sensazioni lanciate dal proprio corpo.

Gino Barzacchi e Carmen Villani sul set del film “La Supplente”

Quanto conta la disciplina nello sport?

La disciplina nello sport conta poco se lo si pratica in modo ludico, ma già a livello amatoriale è importante se si vuole ottenere dei risultati e diventa cosa indispensabile nell’agonismo. Occorre anche saper cucirsi addosso quelle regole che in generale sono per tutti uguali, ma che possono essere personalizzate, perché ciascuno è un individuo a sé ed ha esigenze e risposte diverse.

Quando ha partecipato alla sua prima gara e quale emozione provava dentro di lei?

La mia prima gara fu a quasi 20 anni con la Federazione più importante: la fiacf- ifbb del grande Presidente Franco Fassi, riuscendo ad ottenere un sorprendente terzo posto, battendo concorrenti più grossi, ma meno estetici. Mentre gareggiavo sentii da subito che mi divertiva posare, ed anche se ero emozionato, saper posare piuttosto bene contribuì a quel mio primo buon piazzamento.

Lei è un uomo fermo e deciso, quanto gli è servito per combattere il doping e andare contro le federazioni?

Chi mi conosce sa che effettivamente non torno mai sopra decisioni radicate e prese da anni, come il mio fermo no al doping ed altri valori per me intoccabili. Vincendo 5 Campionati Italiani di Bodybuilding Natural ho confermato con i fatti il mio no all’uso di anabolizzanti ed in più occasioni ho riconosciuto avversari non natural accanto a me (con ginecomastia evidente) “infiltrati” in gare natural e che ho comunque battuto. Per confrontarmi anche con chi ha fatto scelte diverse dal natural, ho partecipato a tantissime gare ed in 31 anni di agonismo sono comunque riuscito a rimanere in zona podio grazie alla mia linea e qualità muscolare. Mi fu anche consigliato di usare anabolizzanti per fare il “salto di qualità” che mi avrebbe garantito un incremento di almeno12 – 15 kg. di muscoli, ma la mia risposta fu ferma e ne vado fiero, anche se avrei potuto competere al Mr. Universo, ma oltre i rischi per la salute sono certo che mi sarei sentito “sporco nell’anima”.

Qual’ è il consiglio da dare ai giovani di oggi?

Ai giovani di oggi posso dire che allenarsi in modo pulito rende, è come mettere soldi in banca. Si possono raggiungere ottimi risultati con il bodybuilding Natural ed io ne sono un esempio. Occorre avere solo un po’ di pazienza e non cercare il “tutto e subito”, sennò si può cadere nella rete dei tanti venditori di droga, perché di droga si tratta, con tanto di spacciatori. Fatevi seguire da un valido istruttore quando andate in palestra, ma cercate di documentarvi leggendo sia testi di bodybuilding che seguire i vari coach online. Ascoltate i consigli di tutti, ma filtrate le informazioni per arrivare a capire cosa poi è davvero valido per voi. Nessun venditore di qualcosa ha interesse a dirvelo, ma un buon fisico lo potrete raggiungere tranquillamente perché all’inizio i muscoli rispondono bene agli stimoli. Superare il “punto di stallo” sarà invece la prima battaglia e da lì in poi dovrete studiare, provare e sperimentare tra teoria e pratica sulla vostra pelle, anzi sui vostri muscoli, ma questo non per chi vuole ottenere il “fisico da spiaggia” ,ma ben oltre!

Anche l’alimentazione è fondamentale. A questo proposito è stato scritto moltissimo. Lei che consigli darebbe per una dieta equilibrata, senza dover caricare l’organismo di aminoacidi che come è noto possono alla lunga portare ad un’insufficienza renale?

Per parlare di alimentazione occorrerebbe almeno tutto lo spazio dedicato a questa intervista, ma se si segue una dieta mediterranea, si evitano salse, dolci e patatine fritte, stando lontano da alcolici, limitando il vino, già siamo su una discreta linea alimentare. Rispondendo in merito agli aminoacidi bisogna vedere di quale quantità si parla per arrivare addirittura ad una insufficienza renale! Con gli integratori, se si utilizzano gli aminoacidi a catena ramificata detti bcaa, 1 grammo per ogni 10 kg di peso corporeo è ottimale. (Se non si esagera con l’abbinamento di quantità di uova e bistecche varie.)

Gino Barzacchi sul set del film di Gabriel Cash “Destiny Angels”

So che lei ha altre passioni come l’astronomia, la poesia e il cinema. Ci vuole raccontare come si sono sviluppate dentro di lei?

La passione per l’astronomia, la poesia ed il cinema sono cresciute in me parallelamente ad un’altra grande passione che è data dalle moto di grossa cilindrata. Per quanto riguarda l’astronomia ne sono rimasto affascinato fin da ragazzino con la luce delle stelle quando lessi che nel mentre guardavo una stella questa poteva non esistere più, perché spenta da decine, spesso centinaia di anni. Impressionante! Allora approfondii arrivando ai buchi neri. La poesia invece è correlata al piacere che ho nello scrivere. Difatti ho scritto pure una sceneggiatura cinematografica poi trasformata in romanzo pubblicato col titolo “Il destino del Re.” Ancora non si è spento in me il sogno di realizzarlo in film dato che alcuni personaggi del cinema lo hanno molto apprezzato. La passione per il cinema la condivido con Cinzia, mia moglie, davanti al piccolo e grande schermo, ma l’ho vissuta anche sulla pelle prendendo parte a sette film. Infine le tante moto di varia cilindrata, fino al giorno in cui un brutto incidente mi ha procurato un serio intervento al ginocchio. Da allora ripiegai su un comodo scooter che da qualche anno è nel mio garage tra le tantissime coppe e trofei che non entrano tutte in casa.

Disegno di Gianni Di Meglio

Ho letto che è anche un inventore, avendo brevettato la “Panca Barzacchi”, ci spieghi l’utilizzo?

Ho ideato e realizzato un prototipo, una panca automatica brevettata come “Panca Barzacchi”. Non esiste niente di simile. Lo schienale reclinabile viene azionato elettricamente dall’atleta che parte da testa in alto e da li scende fino a reclinarsi a testa in basso, permettendo di eseguire l’esercizio di croci o distensioni con manubri per pettorali impegnando le fibre muscolari alte, medie e basse, il tutto in una unica serie non stop con notevoli vantaggi.

Nel suo libro ci sono molte foto che accompagnano la sua vita. Quali sono quelle che ricorda con più affetto?

Nel mio libro ci sono molte foto attinenti agli argomenti trattati in 426 pagine e non è facile dire quali siano le foto che più ho a cuore. Certamente quella a New York per il Campionato del Mondo Natural è una di queste, ma anche quelle con il fuoriclasse Serge Nubret, rivale di Arnold Schwarzenegger. Con il leggendario Nubret, dopo una sua esibizione, mi allenai più volte insieme e ne divenni amico. Nel libro racconto anche di aneddoti divertenti, ma certamente le foto dei miei genitori nel Ginnic Club, come quella di mia moglie Cinzia sono per me tra le più preziose.

Ho letto dal libro della sua passione per i tuffi dal trampolino, ha voglia di raccontarci qualcosa?

“Tuffi dal trampolino”, per me una parola magica che mi fa rivivere il tempo in cui, con altri amici, ci davamo appuntamento sul trampolino più alto della mia città, dove ciascuno di noi sfoggiava i suoi tuffi migliori. Sempre alla stessa ora, la gente ci veniva a guardare e dava a ciascuno un soprannome, il mio era Big Gym. Il più bravo di tutti era Mauro, mio fratello, specie col suo “volo ad angelo”.

Ho letto nel libro degli esasperanti allenamenti di Ronnie Coleman, ci vuole dire la sua opinione?

Ronnie Coleman? Un “gorilla” di 160 kg. per 1,80 di altezza riuscito a battere il record di vittorie al Mr. Olympia di Arnold arrivando a ben 8 di fila, ma a che prezzo? La chimica utilizzata da questo essere umano lo ha portato oltre i limiti dell’umano, maneggiando carichi di peso impossibili e che infatti lo hanno alla fine costretto a diverse operazioni alla colonna vertebrale e all’anca, entrambe piene di bulloni. Ne valeva la pena? Chiedetelo a Coleman!

Lei è molto conosciuto dagli appassionati del bodybuilding, ma noi vogliamo conoscere il Gino Barzacchi nel privato. Cosa ci racconta?

Conoscermi nel privato rispondendo solo ad una domanda non è possibile, a volte io stesso mi accorgo che ho sfaccettature nella mia personalità che forse non riuscirei a contare. Inoltre, a seconda del giorno, cambiando di umore, sono sfaccettature che riflettono una luce diversa. Qualche volta mia moglie dimostra di conoscermi meglio di me e se volete mi riservo di passare a Cinzia l’onere di rispondere a questa tredicesima domanda.

Come gli è venuto il desiderio di scrivere libri?

La piacevolezza di scrivere mi ha sempre seguito fin da quando scrivevo i temi a scuola. Poi gli articoli che scrivevo sulle varie riviste di bodybuilding (che mi hanno dedicato 4 copertine) mi hanno fatto capire che era giunto il momento di scrivere qualcosa di sostanzioso. Ed ecco che è nata la sceneggiatura cinematografica, poi trasformata in romanzo e adesso l’autobiografia “Il mio bodybuilding … e non solo” a cui seguirà presto un altro libro di cui però ora preferisco non svelare nulla.

Dove possiamo trovare il suo libro?

La mia autobiografia la si può richiedere tramite Amazon o altri store come Feltrinelli, oppure prenotare in libreria dicendo che è edito da Youcantprint

Gino la nostra intervista finisce qui. Grazie per essere stato con noi. Io e la redazione la aspettiamo per farci raccontare nuove storie di vita e di lavoro.

Corinna Ivaldi