Con grande curiosità abbiamo intervistato la ex pornostar Jessica Rizzo nel suo piccolo regno trasgressivo alle porte di Roma: il mondo di Atlantis, immerso nel bucolico parco di Veio, poco dopo il raccordo anulare, discoteca trasgressiva e famoso club frequentato da scambisti, con trenta stanze attrezzate per tutti i gusti sessuali.

L’intervista si consuma accanto alla piscina del locale, in un’atmosfera rilassante, con il sottofondo del canto dei grilli, in un soleggiato pomeriggio estivo, e Jessica Rizzo arriva sorridente, molto gentile e disponibile a rispondere alle nostre domande.


Signora Rizzo, ci può parlare un po’ delle sue origini e della sua carriera?

Sono nata a Fabriano, la città della carta, nelle Marche, ma mi trovo a Roma dal 1991. Cantavo in un gruppo musicale con tredici persone, dove ho conosciuto il mio futuro marito. Mi sono sposata giovane in chiesa, ancora vergine. Mio marito è stato il mio primo uomo, mi sono rifatta dopo (ride). I primi video sono nati come un gioco erotico tra marito e moglie. Facevamo l’amore in auto sperando che qualcuno ci guardasse. Avevamo piacere a riprenderci e a rivedere i nostri video. Poi abbiamo allargato gli incontri ad altre coppie trasgressive, fino a quando, con un regista che ci riprendeva, ci siamo messi a girare i primi video, molto amatoriali. Anche se indossavamo la mascherina, a Fabriano ci hanno subito riconosciuti ed è nato un grande scandalo. Tutti i giornali parlavano di questa coppia trasgressiva che amava farsi riprendere. Da lì è stato un successo mediatico e di lavoro in continua crescita. Ci ha chiamati varie volte Maurizio Costanzo che era molto incuriosito dalla nostra attività. Siamo stati in varie parti del mondo, fino a girare dei film porno in America con Gerard Damiano, il regista di Gola profonda. Ho vinto tredici premi Oscar del settore. In America ci venivano a prendere in limousine. Il successo fu enorme. Il telefono squillava in continuazione. Però siamo dovuti andare via da Fabriano, eravamo troppo conosciuti e sotto assedio per il grande interesse. Tutti sapevano ormai dove abitavamo. Ma ho sempre dei bei ricordi di quel periodo, ero molto amata anche a Fabriano. Forse perché si vedeva che non era una passione studiata a tavolino, solo per fare soldi, ma era nata in maniera spontanea dal nostro carattere di coppia esibizionista. Avevamo deciso di andare via da Fabriano, però dovevamo decidere se trasferirci a Roma o Milano. Quest’ultima è più professionale e lavorativa, forse più fredda nei rapporti umani. Alla fine abbiamo scelto di venire a Roma nel 1991 e abbiamo fatto molti spettacoli in vari locali e club privé. Dopo vari anni di attività, nel 2000, ci siamo detti perché non fondare un club per scambisti tutto nostro? Abbiamo trovato questa grande struttura vicino Roma e fatto un investimento per creare qualcosa che ci assomigliasse. Il sogno si è realizzato. Tutto legale. Siamo un club dove per entrare bisogna mostrare un documento d’identità.


Trova che Roma sia una città moralista ?

Penso di sì, a Roma c’è il Vaticano, la mentalità è più moralista rispetto a Milano, dove vi è più possibilità di trasgredire.


Come è strutturato il Mondo di Atlantis?

Abbiamo diversificato i modi di fare sesso. Ci sono tante stanze con tipologie diverse. C’è la stanza Glory Hole con tanti buchi alle pareti. C’è la stanza con la sedia ginecologica, quella sado-maso con frustini e catene. Poi quella con tanti specchi per vedersi da varie angolazioni e quella con lo specchio segreto dove dall’altro lato uno guarda la coppia senza essere visto. Si chiama la stanza del grande fratello. Inoltre ci sono le giornate con serate a tema, come, per esempio, quella in auto con il drive-in. E anche la serata con i massaggi Tantra. Abbiamo diversificato l’offerta per non annoiare. Una serata LGBT per i vari gusti sessuali. Anche se c’è stata una diminuzione di clientela dopo il Covid-19, le persone ritornano perché non si annoiano. Ogni giorno trovano una serata diversa. A Novembre 2025 faremo le “nozze d’argento” del Mondo di Atlantis per i suoi venticinque anni di attività.


Invece con suo marito siete rimasti in buoni rapporti?

Siamo in ottimi rapporti e siamo ancora sposati. È uno dei vantaggi di essere una coppia aperta. Non abbiamo problemi se uno ha altre storie o fa sesso con altri. Il cuore è una cosa profonda, il divertimento sessuale un’altra.


Dopo il rapporto sessuale la donna non tende ad affezionarsi?

Si dice che una donna dopo il rapporto completo tende a legarsi al partner. No, io distinguo l’amore dal rapporto sessuale di piacere. Io ho fatto un’orgia in un film con una gang bang di ottantacinque uomini. Non avrei potuto innamorami di tutti (ride).


Quale quartiere conosce meglio?

Io dentro Roma non ce la farei a vivere: troppo traffico caotico, con Il problema dei parcheggi. Ho sempre abitato a Roma nord, in zone tranquille vicino al raccordo anulare. Preferisco la tranquillità e gli ampi spazi della campagna.


La prima volta che la vidi dal vero fu in un vernissage fotografico di molti anni fa vicino Piramide. Una mostra fotografica del fratello fotografo di Barbara D’Urso che aveva scattato una serie di ritratti sul set di un suo film hard.

Si il fotografo era Alessandro D’Urso. Ancora ho le sue fotografie esposte qui ad Atlantis. Belle.


Che ne pensa del fenomeno di Onlyfans?

Anche io ho una pagina, ma la seguo poco. Io sono più propensa a farlo dal vero il sesso. Dove puoi toccare con mano. Il sesso reale lo preferisco al mondo virtuale.


Del femminismo che ne pensa?

Sono per la parità dei diritti, nessuno deve prevalere sull’altro: né l’uomo sulla donna, né la donna sull’uomo. Sono per il rispetto reciproco. Mi piace sottolineare che nel tempo sono diventata animalista. Ho raccolto e aiutato molti cani e gatti della zona. Sto cercando di diventare vegetariana.


Ha dei rimpianti?

No, assolutamente. Mi sento realizzata e ho bellissimi ricordi del passato pieno di soddisfazioni. Forse l’unico rimpianto è di aver indossato in passato delle pellicce vere. Ora non lo rifarei e non lo sopporterei.

Foto per gentile concessione di Jessica Rizzo

Intervista a cura di Roberto Di Vito

Un pensiero su “Intervista a Jessica Rizzo nel suo trasgressivo mondo di Atlantis”
  1. Sono convinto che,per eleganza,stile fascino e sgnolirita,sia piu unica che rara.Tuttavia,quando m,e capitato di vederla impelagata in scene in cui si ricorreva a rifiuti liquidi come la pipi,il fatto non i sembrava possibile.Malgrado cio continuo ad ammirarla con grande entusiasmo.

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