Se chiude gli occhi, qual è la prima immagine del Tirolo che le viene incontro?
Quella delle montagne e del paesaggio che si vede appena superato il Valico del Brennero e si entra in territorio austriaco.
C’è stato un istante preciso in cui ha sentito: “Questo posto mi appartiene”?
Sì. La prima volta che sono arrivata in treno ad Innsbruck e già guardando il panorama di Matrei am Brenner… ho sentito una sensazione di appartenenza a quei luoghi.
Il Tirolo è arrivato nella sua vita per caso o come una necessità?
Non credo nel caso, ma per rispondere alla domanda forse si è trattato di un insieme di circostanze … scritte da qualche parte remota… forse della mia anima, del mio subconscio. È stato come se la Vita (o Dio, o come lo/la vogliamo concepire) avesse capito quali fossero i desideri reconditi del mio cuore e mi avesse dato la possibilità di identificare un luogo cui realmente sento di appartenere. Si è trattato quasi di un richiamo trascendentale e ancestrale, considerando che da parte di padre sono di origine teutonica.
Qual è stato il primo incontro – con un luogo o una persona – che l’ha fatta sentire “a casa”?
Quello della vista delle montagne che circondano Innsbruck e che sono ben visibili appena si esce da Hauptbahnhof, la Stazione Centrale. L’impressione che ebbi fu quella di un fotomontaggio: una visione estemamente suggestiva, almeno lo è stata per me. Dai tirolesi che ho conosciuto ai luoghi che ho visitato, tutto e tutti hanno contribuito a farmi sentire il Tirolo come la mia “casa”.
Nel silenzio delle montagne, cosa ha ascoltato di sé che prima non riusciva a sentire?
Il bisogno di “staccare la spina”, di fermarmi, di respirare, di lasciarmi accarezzare dal vento, di ascoltare i rumori della Natura, di riconnettermi al mio Io più profondo, io che sono nata e cresciuta a Roma, una metropoli, e che sono sempre stata estremamente attiva, sempre in movimento…
C’è un momento del giorno in Tirolo che per lei ha un significato speciale?
Ogni momento del giorno in Tirolo per me ha un significato speciale: che sia al mattino, nel pomeriggio o di sera; qualunque sia la stagione, che sia estiva, con paesaggi mozzafiato e un sole che spacca le pietre, o che sia invernale… con abbondanza di neve, tutto riveste un significato particolare per me quando sono in Tirolo.
Ha mai vissuto un attimo lì in cui il tempo sembrava fermarsi? Ce lo racconta?
Sì. Più di uno, direi. Sicuramente quando andavo in montagna e soprattutto nei casi in cui sono andata da sola. Da quando ho iniziato a salire per raggiungere la vetta… mi sono immersa sia nella Natura, amalgamandomi con lei, diventandone, spontaneamente e inconsapevolmente, parte integrante, sia nei miei pensieri ed entrando in una sorta di stato ipnotico, quasi di trance, esperienza che a Roma e anche negli USA, ho vissuto e vivo solo quando mi focalizzo completamente sulla lettura o sulla scrittura o altra attività artistica. In Tirolo, questa sensazione l’ho avuta anche camminando, salendo sulle e scendendo dalle “mie montagne”.
Se il Tirolo fosse una voce, cosa le direbbe oggi?
Ti/Vi aspetto. Ci vediamo presto.
Qual è stata l’emozione più forte che ha provato e che ha deciso di mettere su carta?
Sicuramente quella avuta la prima volta che sono arrivata ad Innsbruck, dopo essere uscita da Hauptbahnof, la Stazione Centrale: la vista di quelle montagne mozzafiato è rimasta scolpita nella mia mente e, soprattutto, nel mio cuore.
Scrivendo questo libro, ha avuto paura di non riuscire a trasmettere davvero ciò che sentiva?
No, perché il libro l’ho scritto con tutto il cuore e chi lo leggerà percepirà la passione, l’amore, le sensazioni e le emozioni che ho provato e provo per questa regione. Quanto più siamo autentici, tanto maggiori sono le probabilità che la gente se ne accorga e che apprezzi la nostra onestà. Questo non significa necessariamente che piaceremo a tutti… ma questo è un altro discorso ed è una realtà che dobbiamo accettare.
C’è una pagina del libro che sente più “vera” di tutte, quasi come una confessione?
Sì, quella in cui descrivo i miei pensieri, le mie riflessioni e il mio viaggio introspettivo mentre ero in montagna.
Le persone incontrate in questo viaggio hanno lasciato un segno: c’è qualcuno che porta ancora con sé?
Le persone che ho incontrato le porto tutte nel mio cuore, in modo particolare la mia amica ‘himalayana’. Lei ha lasciato più di un segno, mi ha veramente ispirata sotto tanti punti di vista.
In che modo il Tirolo le ha insegnato qualcosa sulla felicità?
Il Tirolo ha rafforzato in me la convinzione che la vera felicità consiste nella semplicità, nei ritmi di vita più lenti, a misura d’uomo; che non devi avere centinaia di vestiti, scarpe, o maglioni nel tuo guardaroba; che non hai bisogno di andare a fare shopping solo per riempire il tuo tempo, ma che puoi andarci anche solo quando hai realmente bisogno di qualcosa; che le cose che realmente contano nella vita sono pochissime e non si possono acquistare; che ogni stagione è bella a modo suo ed è da apprezzare e godere. Molti di questi aspetti, pur non dovendoli applicare a me né alle mie inclinazioni, sono emersi facendo confronti fra culture e Paesi diversi e mi hanno consentito di comprendere meglio alcune realtà e i motivi che vi si celano dietro.
C’è stato un momento difficile in cui proprio quel luogo le ha dato forza?
Sì, più di uno direi. Il Tirolo mi ha consentito di mettere a fuoco certe situazioni, certe dinamiche, di capirle meglio facendo emergere in me una maggiore consapevolezza sul significato che do alla Vita e su ciò che per me è realmente importante. A volte il “meno” e il “più piccolo” fanno la differenza tra la felicità e l’infelicità, tra il semplificarsi l’esistenza e il complicarsela, tra il gioire per ciò che si ha, apprezzandolo, piuttosto che pensare a ciò che si potrebbe avere, o che vorremmo avere, continuando sempre a rincorrere qualcosa…
Se dovesse raccontare il Tirolo a qualcuno che non vi è mai stato, partirebbe da un paesaggio o da un’emozione?
Partirei con il descrivere l’emozione che mi ha dato un certo paesaggio.
Cosa ha lasciato lì, in quelle montagne, di sé?
Non le ho mai lasciate. Sono sempre con me.
E cosa invece si è portata via per sempre?
Tanta ricchezza interiore, tanti ricordi di paesaggi stupendi, di gente semplice, ma altrettanto interessante e, a suo modo, affascinante, tante esperienze che mi hanno segnata, in senso positivo, e cambiata radicalmente sotto molti punti di vista o che hanno, comunque, raffinato quelle che erano già mie tendenze o convinzioni.
Questo libro è più un arrivederci o un ritorno continuo a quel luogo?
Sicuramente un ritorno continuo a quel luogo. Non potrebbe essere altrimenti.
Se una persona leggesse il suo libro in un momento fragile, cosa spera possa trovare tra le sue pagine?
L’amore per la Vita; l’apprezzamento per le cose semplici e autentiche; il desiderio di perseverare e trovare il proprio posto in questo mondo, ovunque esso sia.
Oggi, pensando al Tirolo, prova più nostalgia o gratitudine?
Gratitudine, sicuramente.
