Intervista a Max Tortora, da “Stracult” e “I Cesaroni” al cinema con “La coppia dei campioni”

In occasione dell’uscita nei cinema del film “La coppia dei campioni” di Giulio Base, di cui potete leggere anche la nostra recensione, il nostro Ivan Zingariello ha intervistato i due protagonisti, Massimo Boldi e Max Tortora.

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Dopo l’intervista a Massimo Boldi pubblicata ieri, oggi è la volta di Max Tortora, finalmente protagonista anche al cinema dopo i tanti anni di fortunata televisione, dalle trasmissioni come “Stracult” e “Convenscion” alla fiction come “I Cesaroni“.

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Intervista di Ivan Zingariello: Cosa è cambiato per te dai tempi di “Stracult”, quando facevi le parodie dell’ispettore Derrick, dei Centri dimagranti Soffrino…?

I centri Soffrino.. ma tu ti ricordi delle cose fantastiche! (ride sorpreso) Non è cambiato niente, perché io sarei pronto domani mattina a farne altri 500 di nuovi sketch di quel tipo lì!

Sarà contento Marco (Giusti, ndr) allora…

Marco… Guarda, bisogna di’ na cosa… Io gli dicevo: «Marco, sai che a me piacerebbe fa sta cosa, tipo de Derrick…». Lui me rispondeva «Ma De-Derrick è ‘na caaa..gata» (imitando Marco Giusti).. Poi due minuti dopo ce ripensava e se faceva Derrick… Cioè tu immagina, ad avere l’opportunità anche con una telecamera a spalla, due attori, un regista amico…

Una spalla come Max Giusti tra l’altro…

Eh be’, Max Giusti venne a fare Harry, insomma mica è poco.

E c’era la famosa battuta…

…«Harry, tu non farai mai carriera nella polizia!».

Esatto, che era fantastica!

Ma ti assicuro che quelle erano cose fatte per divertimento, cotte e mangiate, non si scriveva una riga. Io mi ricordo che dicevo a Max «vienimi appreso» e lui mi seguiva e nascevano delle cose. C’era solo una specie di canovaccio che uno seguiva per forza, perché una storiella anche di tre minuti si apre, si sviluppa e si chiude… Ma io anche domani mattina ne farei; adesso ne ho altre nuove che vorrei fa, ma non c’ho l’opportunità. Quella televisione lì non c’è più, cioè non puoi dire «Ragazzi inventamose sta cosa e facciamola».

Beh magari si riesce. Anche nello stesso “Stracult”, che ripartirà in estate…

Ma chi lo sa, magari. Io per esempio ricordo anche “Convention”, che la mattina era una fabbrica. Io dicevo «famo sta cosa dei Pooh», per esempio, e si metteva in moto tutta una macchina, tra la scenografia, i costumi, il trucco e parrucco… Alle 4 del pomeriggio giravamo lo sketch e la sera andava in onda.

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Passando a “La coppia dei campioni”, quanto c’è di tuo nel film rispetto al copione originale?

Guarda, di mio c’è sempre qualcosa in qualsiasi cosa faccio, perché un po’ mi devo mettere addosso dei vestiti. Però alla base c’è sempre un gran rispetto del testo originario che io scelgo di fare, quindi ogni volta lo scelgo e lo devo rispettare.

Come ti sei trovato con Massimo Boldi?

Massimo è un gran bell’attore. Ha tremila sfaccettature, è buono, se una cosa non va bene si rammarica, non se ne frega mai, è un perfezionista… Poi me fa ride nella vita, il che vuol dire che ci vogliamo bene.. Ad avercene de Massimi Boldi.. (ride)

Che poi, riformando questa coppia del milanese e del romano, c’era il rischio che ne uscisse una copia di De Sica, quando invece il personaggio è, per larghi tratti, anche molto “sordiano”..

Guarda, noi il problema non ce lo siamo neanche posto perché io, nonostante sia me stesso, sono anche sempre il personaggio che interpreto, quindi non corro mai il rischio di diventare Max Tortora. Io faccio dei personaggi, un attore deve interpretare dei personaggi. Del suo ce lo deve mettere perché deve lasciare una firma. Però se ha paura di entrare nel personaggio, manco ce deve entra’.

Pero siamo un po’ cattivi: nel film, diciamocelo, fai ridere molto più tu che Massimo…

Io questo non lo so perché il film non l’ho visto.

Però pur preservando un grande attore, perché comunque Massimo è e resta un grande attore, non pensi che una certa comicità abbia bisogno di una “rinfrescata”, di un’ammodernata?

Guarda, io innanzitutto non sento l’esigenza di far ridere proprio a tutti i costi…

Non la tua, parlavo di quella di Massimo…!

Ti stavo dicendo, io qui ho notato un Massimo anche un po’ diverso, ha tirato fuori anche altri registri. Quando doveva essere tutto molto credibile, io non ho mai avuto difficoltà a crederci a quello che stava facendo. Per restare nella storia io ce devo sempre credere, e non ho avuto mai problemi. Attorialmente lui ha fatto il suo a livelli eccelsi.

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Visto che sei un grande comico e imitatore, ti piacerebbe invece confrontarti con altri generi?

Io è tutta la vita che porto copioni in cui non si ride ogni cinque secondi, ma magari si ride con una sola battuta in tutto il film.. ma nun je danno retta, quindi non so cosa fare. E c’ho 53 anni, non so quanto mi rimarrà da vivere, non so se mi si daranno altre opportunità. Io vorrei fa’ il cinema tutta la vita e vorrei anche di’ du’ parole seriamente qualche volta. Il che non vuol dire non essere comici, sono un attore e tu dici “sordiano”.. Le influenze sordiane di certo ci sono, però io ricordo Sordi in “Detenuto in attesa di giudizio” di Nanni Loy, dove non c’è niente da ridere in quello che gli accade. Quando vuole e quando decide lui, fa ride.. e quindi…

E quindi.. qual è il ruolo che sogni di interpretare?

Io vorrei fare un commissario di polizia, vorrei fare un padre di famiglia, vorrei fare uno che si misura con la realtà del 2016. Perché tu prova ad accendere la televisione e vedere un film; e mica lo sai in che epoca siamo oggi, nun se capisce mai. Se vedi un film anche di Franco e Ciccio, dalla tovaglia, dal tipo di bottiglia che hanno sul tavolo capisci in che anno sei. Oggi non si capisce mai niente, non si sa perché.

Restando sull’attualità, una battuta sulle imminenti elezioni. Cosa ti auguri soprattutto per Roma, al di là di chi sarà poi effettivamente sindaco?

Per le orecchie dei romani, per gli occhi dei romani, qui invece de anna’ avanti, annamo indietro. Girano 70enni con moto smarmittate, ragazzini con macchinette smarmittate, il Tevere è marrone scuro – se ce metti ‘na cravatta gialla, te ce poi avvicina’ – Non conosco più nessuno che con la macchina sia riuscito ad arriva’ da un quartiere a n’altro. Diteme voi, da dove volete comincia’? E poi, se vogliamo andare a vedere il patrimonio immobiliare che andrebbe ripristinato per accogliere case-famiglia, immigrati, gente che ha bisogno, avoja te. Solo che io durerei du’ giorni, m’ammazzerebbero. Andrei a tocca’ troppi interessi.

Infine chiudiamo con un pensiero per un altro pezzo di storia di Roma: il Capitano Francesco Totti.

Ma che vogliamo dì, ma che vogliamo dì…!? Ah France’… Ma non te possono fa entra 10 minuti prima ogni volta? Non se capisce sta cosa, ma che vordi’…

Sei assolutamente del partito per il rinnovo del contratto?

E vedi un po’… sai cos’è lo spirito di corpo? A parte che uno che te mette la palla sul piede senza guarda’… Lo può fa’ solo lui.

Come ha fatto anche in Roma-Napoli…

Esatto, anche se ho sentito dire che non era merito suo.. come no? Quella è un’azione partita da lui. Certo che se sente de tutto. Io sono per lo spirito di corpo: lo spirito di corpo è una cosa che anima gli eserciti, le squadre di calcio, ma chi meglio de lui? Solo lui te lo può da’… che fai, non te lo tieni lì?

Ma io anche fino a 50 anni…

E io quello stavo a di’…! Vabbè, grazie comunque France’!

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Grazie a te, Max…

Grazie a tutti voi!

 

Ivan Zingariello