Intervista a Raffaele Schirone con il singolo “Una sola notte”

Potrebbe sembrare una domanda banale e magari lo è: “Dove sta andando la musica? E dove sta andando la tua di musica?

La musica sta attraversando globalmente un percorso diverso, più indirizzato all’immagine del cantante che al testo scritto. Un singolo è diventato un prodotto di marketing vero e proprio. Si viene magari colpiti dalla copertina del brano e poi si è subito portati ad aprire il singolo su qualsiasi piattaforma musicale. Anni fa per me è stato molto più difficile farmi conoscere, adesso è diventato più alla portata di tutti e molto più veloce. Posso dire che anche io sono ora influenzato da come si sta muovendo il mercato ma non ho fortunatamente perso la mia identità.

Ad avere la possibilità di aprire un concerto in uno stadio di un big della musica, affrontandone il pubblico con la tua musica, chi sceglieresti? E perché?

Ultimo. Mi rispecchio nel suo modo di scrivere da qualche anno ormai e quello scrive mi ha spesso dato ispirazione di come presentare un mio prodotto. Mi darebbe la possibilità di farmi ascoltare da un pubblico che vorrei fosse il mio, o almeno simile.

Quali sono i tuoi piani più immediati?

Continuare coi miei lavori e cercare di aumentare la mia visibilità. Il mio prossimo singolo sarà pubblicato tra novembre e dicembre. Ho già iniziato a scriverlo e sarà sulla scia del mio ultimo singolo, con un sound elettro-pop.

Quanto è importante per te internet nell’ambito musicale? Si rimpiange il passato in cui i social e selfie erano solo utopia o, meglio, proiettarsi verso il futuro abbracciando le nuove, seppur fredde, forme di comunicazione?

Internet è diventato fondamentale. Non tutto ovviamente è cambiato in maniera positiva. Prima la gente ascoltava la musica e basta, ora è diventato molto marketing e molto meno qualità. Questo non mi scoraggia perché bisogna sempre abbracciare i cambiamenti, senza perdere la propria essenza e continuando sulla propria strada.

C’è differenza tra ciò che ascolti e ciò che in realtà componi e canti?

Ascolto qualsiasi tipo di musica, un po’ meno quella metal. Le mie ispirazioni sono tante e ogni anno aumento il mio bagaglio culturale. Mi piace molto la musica in inglese, perciò a seconda di cosa voglio esprimere, ascolto il mio cuore e parto con la stesura del testo, creandomi una melodia nella testa e il gioco inizia pian piano.

Tanta musica sulle spalle in onore alla dea musica. Con la tua esperienza e la concezione raggiunta della musica, cosa consiglieresti a dei giovanissimi per intraprendere un percorso artistico e discografico?

Consiglio di farsi coraggio e di pubblicare prodotti sui vari social, che ormai hanno il predominio sul mercato di oggi. I vari TikTok, Facebook e Instagram possono essere una rampa di lancio per il futuro ma ovviamente non dimenticate YouTube. Anche da piccole cover si può entrare nel cuore delle persone e fare successo, divertendosi e facendo una cosa che piace.

Chi vorresti ringraziare per chiudere questa intervista?

Ringrazio i miei genitori e mio fratello, che sta seguendo la mia stessa passione. Senza di loro e senza i miei familiari e amici, che mi hanno sempre spronato a continuare questa passione, di certo avrei lasciato tempo fa e avrei smesso anche di scrivere piccoli pensieri che si sono tramutati in canzoni.