A volte arriva un momento in cui è necessario trovare il coraggio di dire “basta”. È proprio da questa consapevolezza che nasce il nuovo singolo di SKEYE, intitolato “NON CI CREDO +”, ora disponibile sia in radio che sulle piattaforme digitali.

Caratterizzato da sonorità pop immediatamente riconoscibili, il brano veicola un potente messaggio di riscatto personale. Con questa canzone, l’artista condivide un capitolo significativo della sua crescita sia umana che musicale.

Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con SKEYE riguardo al suo nuovo brano, alle influenze artistiche che la ispirano, e al percorso che sta intraprendendo verso l’affermazione come una delle voci più interessanti della nuova generazione.

Maria Sara Costanzo, conosciuta artisticamente come SKEYE, sta rapidamente conquistando il panorama musicale italiano con il suo nuovo singolo “Polaroid”. Disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali, il brano è prodotto da Marco Zangirolami e scritto con Danila Satragno. “Polaroid” è un racconto sincero e delicato di un amore estivo, effimero ma capace di lasciare un’impronta duratura, proprio come una polaroid che cattura un momento fugace ma eterno.

Nata a Castelforte e trasferitasi a Milano, SKEYE è una giovane cantautrice che studia al CPM Music Institute, un punto di riferimento per la musica contemporanea. Con influenze che spaziano da Bon Iver a Harry Styles e i Queen, SKEYE ha già dimostrato il suo talento esibendosi in prestigiosi concorsi nazionali, tra cui il Festival di SanNolo e il Premio Lunezia, dove ha trionfato nella sezione “Nuove Proposte”.

In questa intervista, SKEYE ci racconta la genesi del suo nuovo brano, le sue ispirazioni artistiche e i suoi progetti futuri, offrendoci uno sguardo intimo sul suo universo musicale e sul percorso che l’ha portata a diventare una delle voci più promettenti della sua generazione.

Il tuo singolo “Polaroid” ha un sound che guarda alle sonorità del pop internazionale. Puoi raccontarci come è nato questo brano e quali sono state le tue principali ispirazioni durante la sua creazione?

In realtà per “Polaroid” non mi sono ispirata a qualcosa in particolare, è nata in pochissimo tempo perché ho messo insieme tante immagini che avevo nella testa che alla fine si sono tradotte in qualcosa che avevo vissuto davvero, mi è bastato solo ricollegare i puntini per realizzarlo.

Hai vinto il Premio Lunezia 2025 nella sezione “Nuove Proposte”. Come ha influenzato questo riconoscimento il tuo percorso artistico e quali obiettivi hai per il futuro?

Dopo il Premio Lunezia ho acquisito molta più consapevolezza di me, prima di ricevere questo riconoscimento non avevo mai vinto nulla e mi chiedevo spesso quale fosse il mio posto. Ho tante ambizioni per il futuro, però per il momento sono concentrata sul presente, sul mio percorso e sullo scrivere sempre nuova musica.

Il tuo progetto musicale fonde pop elettronico con sfumature indie-folk. Come riesci a bilanciare questi generi nel tuo lavoro e quali artisti hanno avuto un impatto maggiore sul tuo stile?

È una cosa del tutto naturale, fondo l’indie folk col pop elettronico in brani più intimi, per quelli più uptempo invece cerco sonorità più allegre e fresche. Sicuramente i Queen, Harry Styles e Bon Iver.

Puoi parlarci del tuo nuovo brano “Non ci credo +”? Cosa ti ha ispirato a scriverlo e cosa speri che il pubblico percepisca ascoltandolo?

Ho scritto “Non ci credo +” dopo una grande delusione, quando ho finalmente aperto gli occhi su una persona che mi stava manipolando e riempiendo la testa di bugie. Spero che nessuno debba mai trovarsi in una situazione simile, ma se dovesse accadere, spero che questa canzone possa arrivargli e dargli la stessa forza che ha dato a me.

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