INTERVISTA-“A vita nuova restituito”: il ritorno di Filippo Guarino

Il cantautore fiorentino presenta il seguito ideale di “Mercato Vecchio”, un brano intenso che unisce la voce di Iris e la sua, per dar vita a un dialogo musicale sulla Firenze di ieri e di oggi. Un lavoro che mescola memoria storica e profonda sensibilità artistica. 

Bentrovato, Filippo. “A vita nuova restituito” parla di un problema attuale? Quali rischi stiamo conoscendo?

Grazie mille. Assolutamente sì, è un problema attualissimo che, purtroppo, colpisce tutte le città d’arte e i luoghi di interesse in generale.

Il rischio, a mio avviso, è che questi luoghi e queste città, diventando soltanto mete e affollandosi di residenze temporanee per turisti, perdano la loro identità e la loro unicità, venendo anche loro affetti dal consumismo di massa.

Dal punto di vista musicale, ti sei ispirato a qualche genere in particolare?

Cerco sempre di seguire le emozioni e le sensazioni che mi spingono a scrivere un determinato testo o ad affrontare un determinato tema e, in base a quelle, scelgo la tonalità e gli strumenti adatti.

Generalmente mi piace ispirarmi a tradizioni musicali di varie parti del mondo ma, visto il tema importante del brano, mi sono ispirato al cantautorato più classico: gli strumenti principali, oltre alle voci, sono la chitarra acustica e l’oboe; l’arrangiamento viene poi arricchito da vari sintetizzatori per creare la giusta atmosfera.

Quali sono luci ed ombre del turismo, a tuo parere?

Il turismo in sé, nel vero senso del termine, lo trovo una cosa meravigliosa e più che positiva, in realtà. Il problema è quando, nel turismo, subentra il consumismo, ed è lì che diventa una cosa negativa. Il turismo di massa, negli ultimi anni, sta facendo perdere ai centri storici i suoi abitanti e, con essi, il ricordo di storie, tradizioni e usanze. C’è il rischio che, continuando così, si arrivi davvero a perdere l’identità dei nostri luoghi.

Che messaggio vorresti trasmettere ai tuoi ascoltatori?

Di non scordare da dove veniamo e di non dimenticare il passato. Col passato possiamo migliorare il presente, ed è col presente che si costruisce il futuro.

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